I SITI UFFICIALI

 
 

UNIFIL: LE MISSIONI FINO A LEONTE XXVII

    


mg stefano del col
 head of mission

force commander

bg andrea di stasio
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sector west

 

 



MISSIONE IN LIBANO: 3° BERSAGLIERI CEDE COMANDO ITALBATT A "NIZZA CAVALLERIA" (1°)

AL MANSOURI UNP 1-26, 24 FEBBRAIO 2021 - I bersaglieri del 3° Reggimento hanno ceduto il comando di ItalBatt ai dragoni del Nizza Cavalleria (1°). La cerimonia di avvicendamento alla guida della componente di manovra del contingente italiano in Libano nell’ambito della missione UNIFIL, si è svolta nella base di Al Mansouri. Il Generale di Brigata Davide Scalabrin, Comandante del Sector West di Unifil, ha suggellato l’evento con il passaggio simbolico della bandiera delle Nazioni Unite tra il cedente, Colonnello Carlo Di Pinto, 84° Comandante del 3° Reggimento bersaglieri, ed il subentrante Colonnello Paolo Scimone, 96° Comandante del Reggimento “Nizza Cavalleria” (1°).
Alla presenza della Bandiera di Guerra del 3° Reggimento bersaglieri, la più decorata di tutto l’Esercito Italiano, e dello Stendardo del “Nizza Cavalleria" (1°), custodite nell’ufficio del Comandante di Italbatt, il Generale Scalabrin ha voluto ringraziare il Colonnello Di Pinto “per l’efficienza e la determinazione con la quale l’Unità ha raggiunto tutti gli obbiettivi della propria missione, assolvendoli in un contesto delicato e complesso come quello libanese, reso ancor più difficile a causa della situazione sanitaria”.
Oltre all’efficace e tempestivo soccorso portato nella capitale libanese duramente colpita dalla devastante esplosione al porto di Beirut dello scorso 4 agosto, e nonostante l’emergenza sanitaria in atto, a partire dal proprio insediamento Italbatt ha condotto quasi 8.000 pattuglie sul territorio e lungo la Blue Line, la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele, alle quali si aggiungono un migliaio di attività congiunte con le Forze Armate libanesi (LAF), a favore delle quali sono stati effettuati numerosi corsi specialistici. Altrettanto importante è stata l’attività di supporto alla popolazione attraverso la Civil-Military Cooperation (CIMIC), con numerosi progetti portati a termine nelle 22 municipalità che si trovano all’interno dell’Area di Operazione di ItalBatt. Nei ranghi di Italbatt a guida 3° Reggimento bersaglieri hanno operato militari del Gruppo Squadroni “Cavalleggeri Guide” (19°) di Salerno, del Battaglione logistico del Reggimento logistico “Garibaldi” di Persano e assetti specialistici del 5° Reggimento Genio Guastatori di Macomer
La Task Force italiana subentrante è interamente composta da personale della Brigata alpina TAURINENSE. L’Unità, alimentata con uomini e donne del Reggimento “Nizza Cavalleria” (1°), rinforzato dal Battaglione Alpini “Saluzzo” e dal battaglione logistico “Taurinense”, opererà per un semestre nel rispetto della risoluzione ONU 1701, assicurando giorno dopo giorno il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, garantendo il rispetto del cessate il fuoco mediante posti di controllo e di osservazione, attraverso pattugliamenti nell’area costiera a sud della città di Tiro e lungo la "Blue Line".
Fonte: Joint Task Force - Lebanon Sector West - Public Information Office

GEN. DI STASIO TRACCIA PRIMO BILANCIO DELL'OPERAZIONE “LEONTE XXVIII”
 

AEROPORTO DI ALGHERO-FERTILIA, 5 FEBBRAIO 2021 - Dopo quasi otto mesi di impiego in Libano nell'ambito della missione UNIFIL con la responsabilità del Settore ovest della missione di interposizione delle Nazioni Unite, il Comando della Brigata SASSARI è rientrato in Sardegna . Il generale Andrea Di Stasio appena sbarcato dall'aereo, traccia un primo bilancio della missione dei Sassarini nella "Terra dei Cedri".

TEN. COL. MARCO MELE, CAPO CELLULA PI SW, SALUTA I LETTORI DI "CON LA BRIGATA SASSARI"​

AEROPORTO DI ALGHERO-FERTILIA, 5 FEBBRAIO 2021 - Il Tenente Colonnello Marco Mele, responsabile della Pubblica Informazione del Settore Ovest di UNIFIL durante l'operazione LEONTE XXVIII, subito dopo l'arrivo in Sardegna del Comando Brigata SASSARI ha inviato un messaggio di saluto ai lettori di "Con la Brigata Sassari".

“Il giusto fiorirà come la palma, crescerà come il cedro del Libano” (Salmo 91,13).

Il sopraggiungere drammatico della pandemia in Libano, come in tutto il resto del mondo, non ha fermato l’impegno di pacificazione della Brigata SASSARI in una terra che porta ancora i segni di un conflitto recente, a cui si sommano le grandi sofferenze e i sacrifici patiti a causa della devastante esplosione del 4 agosto al porto di Beirut. Non ci sono parole, ne’ immagini, che possano descrivere il ruolo imparziale giocato dai nostri soldati, ma soprattutto l’onda di travolgente e concreta umanità riversata dai "dimonios" in questo spicchio di mondo. Per questo, ciascuno di noi, nei rispettivi ruoli, ha il diritto di sentirsi fiero per il contributo che ha offerto come rappresentante delle Nazioni Unite alla realizzazione di un disegno così importante, un orgoglio che va ben oltre i simboli sulla divisa che indossiamo o il "basco blu" che abbiamo calzato, un’emozione indicibile che si somma alla responsabilità che siamo stati in grado di esprimere sul campo. Nessuno di noi avrebbe potuto affrontare e vincere da solo questa sfida. Nessuno di noi, neppure il mondo dell’informazione, è stato interpellato dal virus. Eppure, l’aver posto al centro i fatti, è stato lo scopo della cellula Pubblica Informazione del contingente multinazionale, una squadra piccola, silenziosa e affiatata. A Michael, Antonello, Marina e Luca, ai colleghi di UNIFIL e dello Stato Maggiore della Difesa, agli interpreti libanesi e agli amici giornalisti, il mio grazie dal profondo del cuore.
Al generale Andrea Di Stasio, la mia riconoscenza per l'innata capacità di ascolto e la carica di umile, entusiastica e resiliente professionalità impressa alla missione, soprattutto nei momenti difficili. Ai lettori del giornale, l’auspicio di continuare a seguire – e all’amico direttore Paolo Vacca di continuare a raccontare – le gesta della SASSARI, che ancora oggi, nelle missioni più lontane e difficili, continua a tenere alto il nome dell’Italia e della Sardegna. Alle nostre famiglie, invisibili artefici di ogni nostro successo, la gioia indescrivibile dell’essenza, della forza e della ricchezza di un abbraccio, l’unico gesto capace ancora di sorprenderci.
Forza Paris!
Tenente Colonnello Marco Mele

MISSIONE UNIFIL: COMANDO BRIGATA SASSARI RIENTRATO IN SARDEGNA

AEROPORTO DI ALGHERO-FERTILIA, 5 FEBBRAIO 2021 - Il comando della Brigata SASSARI è rientrato in Sardegna dopo quasi otto mesi di impiego in Libano nell'ambito della missione UNIFIL con la responsabilità del Settore ovest della missione di interposizione delle Nazioni Unite. Un volo di tre ore e mezzo su un Boing 737 della Compagnia Albastar atterrato alle 19:40, ha riportato in Patria il 44° Comandante della SASSARI, Generale Andrea Di Stasio e il suo Stato Maggiore. Le norme per il contenimento della pandemia da Covid-19 hanno impedito di accogliere i Sassarini secondo tradizione, ma l'abbraccio di tutta la Sardegna è stato portato dal presidente del Consiglio Regionale Michele Pais che aveva salutato i soldati alla partenza da Cagliari il 10 luglio scorso e ha voluto accoglierli al rientro.
La Brigata SASSARI aveva ceduto la responsabilità del Settore Ovest alla Brigata Alpina TAURINENSE il 3 febbraio. In Libano è ancora impegnato il 3° Reggimento Bersaglieri della SASSARI che costituisce la task force di manovra ITALBATT e nelle prossime settimane sarà avvicendato da un altro reparto.


SHAMA, 3 FEBBRAIO 2021 - La Brigata SASSARI ha ceduto alla Brigata alpina TAURINENSE il comando dell’operazione “Leonte” nell’ambito della missione Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Libano del Sud. Il passaggio di consegne tra il comandante della SASSARI, generale di brigata Andrea Di Stasio, e il comandante della TAURINENSE, generale di brigata Davide Scalabrin, è avvenuto nella base UNP 2-3 intitolata alla memoria della Medaglia d'Oro al Valor Militare Andrea Millevoi di Shama nel corso di una cerimonia presieduta dal capo missione e comandante di Unifil, generale di divisione Stefano Del Col, con la partecipazione dell’ambasciatrice d’Italia in Libano Nicoletta Bombardiere, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, di autorità civili e militari libanesi.
Nel suo intervento il generale Farina, dopo aver portato il saluto del ministro della Difesa Lorenzo Guerini e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, ha tracciato un bilancio dei sei mesi di mandato del contingente multinazionale a guida Brigata SASSARI, elogiandone “l’eccezionale lavoro svolto per il conseguimento degli obiettivi nel corso della missione che, nonostante il Covid, è stata assolta al meglio, fornendo assistenza e sostegno alle forze armate e al popolo libanese” e sottolineando lo storico legame tra l’Italia e il Libano, “al quale, con fierezza, siamo legati sin dai tempi della prima missione di pace istituita nel 1978”. Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha poi evidenziato “l’efficacia dell’intervento negli attimi immediatamente successivi alla tragica esplosione al porto di Beirut del 4 agosto”, quando un convoglio del contingente italiano, in coordinazione con il Comando Operativo di vertice Interforze dello Stato Maggiore della Difesa, è entrato a Beirut per soccorrere il personale italiano e delle Nazioni Unite e, in un secondo momento, per supportare le forze armate libanesi nelle operazioni di pulizia e di rimozione delle macerie accumulatesi nell’area del porto e in altre zone della capitale. Il generale Farina, inoltre, ha posto l’accento sull’importanza del lavoro svolto al fianco delle Forze Armate libanesi (LAF).
“Se tutti insieme, peacekeeper dell’Onu e Forze Armate libanesi, continueranno a lavorare insieme, potranno vincere ogni sfida per assicurare pace, stabilità e progresso a questo meraviglioso paese”. Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito si è poi rivolto gli alpini della TAURINENSE, esortandoli a proseguire sul solco tracciato dai precedenti contingenti e a dare prova della peculiarità della via italiana nelle operazioni di peacekeeping, “condotte con equilibrio, professionalità, imparzialità, diplomazia, efficacia, credibilità e rispetto. Il consolidato successo della missione Unifil - ha concluso Farina - lo si deve alla dedizione, al sacrificio, al senso del dovere e della responsabilità di ciascun peacekeeper, ma soprattutto alla straordinaria capacità di dialogo e di interazione dei militari italiani con tutte le componenti della società presenti nel variegato mosaico libanese”. Apprezzamento e gratitudine agli uomini e alle donne del settore Ovest di Unifil per i “risultati ottenuti sul campo”, sono stati espressi dal capo missione e comandante di Unifil. Quanto alla “situazione fragile” che regna nel Libano meridionale, “considerando il delicato contesto politico, economico e sociale aggravatosi ulteriormente a causa dell'emergenza sanitaria in corso”, il generale Del Col ha definito “straordinari” i progressi della missione nel “Paese dei cedri”, grazie anche al ruolo giocato dai peacekeeper italiani nel garantire, con imparzialità e trasparenza, il monitoraggio della cessazione delle ostilità e la cooperazione strategica con le forze armate libanesi per la sicurezza e la stabilità dell’area, soprattutto lungo la “blue line”, la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele. “A ciò si aggiunge la ricerca costante del consenso unanime della popolazione locale mediante la realizzazione di progetti di cooperazione civile-militare - ha detto Del Col - nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e della risoluzione 2539 dello scorso 28 agosto che, oltre a rinnovare per un altro anno il mandato di Unifil, ha gettato le basi per un’ulteriore sinergia tra la missione e le parti verso gli obiettivi del mandato”. Facendo riferimento al dinamismo e alla complessità degli interventi di cooperazione civile-militare realizzati a favore della popolazione, il generale Del Col ha sottolineato i tratti distintivi della missione della Brigata SASSARI, “caratterizzata dall’azione di contrasto all’emergenza Covid nell’area di responsabilità, con un’attenzione particolare al supporto delle strutture pubbliche e al sostegno della microeconomia nel territorio attraverso lo sviluppo di progetti che hanno favorito l’avvio di un circolo virtuoso di self-sustainability building, utile a affrontare la difficile crisi economica che sta attraversando il paese”. Il successo della missione è stato riconosciuto anche dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, che in un messaggio inviato al generale Del Col ha evidenziato “l’assoluto equilibrio raggiunto dai “caschi blu” tra l’emergenza pandemica, l’assolvimento del mandato e andando anche oltre il mandato di Unifil, con l’assistenza alle forze armate libanesi a seguito dell’esplosione al porto di Beirut”.
Prima della cerimonia, posizionato nello spazio verde di fronte al quartier generale della base, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha inaugurato un monumento raffigurante una croce e una mezzaluna, a ricordo dell’incontro interreligioso dal titolo “Un cammino comune verso la pace perpetua”, tenutosi a ottobre 2020 nella base di Shama, che ha visto riuniti attorno a un tavolo i rappresentanti delle principali religioni monoteiste presenti nel Sud del Libano. La Brigata alpina TAURINENSE, alla sua seconda missione in Libano con i colori delle Nazioni Unite, assume il comando del settore Ovest di Unifil in cui operano 3.800 “caschi blu” di 16 dei 45 paesi contributori alla missione Unifil. Del contingente multinazionale fanno parte 1.000 militari italiani, 800 dei quali appartenenti alla Brigata alpina TAURINENSE.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

SOTTOSEGRETARIO CALVISI RINGRAZIA BRIGATA SASSARI PER GRANDE IMPEGNO E DETERMINAZIONE

ROMA, 3 FEBBRAIO 2021 - Un ringraziamento alla Brigata SASSARI che ha assolto in maniera esemplare e con grande professionalità il mandato affidato nel rispetto della risoluzione 1701 dell’11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU”. Lo ha dichiarato il Sottosegretario alla Difesa, Giulio Calvisi, in occasione del passaggio di consegne al comando del Settore Ovest di UNIFIL alla Brigata alpina TAURINENSE.
“In questi mesi, consapevoli dei rischi legati al Covid, i militari della Brigata SASSARI, guidati dal Generale Andrea Di Stasio, hanno lavorato con grande impegno e determinazione affinché - ha continuato il Sottosegretario Calvisi - la loro presenza fosse percepita quale determinante fattore di stabilità per il Sud del Libano. Per la seconda volta, la Brigata SASSARI ha condotto con successo la missione di pace dell’ONU nel settore ovest di UNIFIL, coordinando 3.800 caschi blu di 16 Paesi. E lo ha fatto sempre con elevata professionalità, con l’obiettivo di assistere la popolazione civile e di contribuire a sostenere le Forze armate libanesi nelle operazioni di sicurezza dell’area. Le eccellenti relazioni che i nostri militari hanno instaurato e consolidato con la popolazione sono il frutto della loro capacità di ridurre le distanze con i cittadini locali, abbattendo ogni barriera culturale, religiosa e linguistica".
"Eccellenti capacità e spirito di collaborazione che hanno dimostrato anche in occasione della tragica esplosione al porto di Beirut, quando un loro convoglio è entrato immediatamente nella capitale e nell’area portuale per soccorrere i feriti, prestare aiuto al personale nazionale e delle Nazioni Unite e supportare le forze armate libanesi nelle operazioni di rimozione delle macerie. Al Generale Di Stasio e a tutto il suo personale va il sentito ringraziamento per l’eccellente lavoro svolto in questi mesi. Al Generale Davide Scalabrin e a tutti gli uomini e le donne della Brigata alpina TAURINENSE, da oggi al comando del Settore Ovest di UNIFIL e della Joint Task Force italiana in Libano - ha concluso Calvisi - rivolgo l’augurio di buon lavoro, nella certezza che anche loro sapranno continuare nell’opera di collaborazione con la popolazione civile e sostegno alle forze armate libanesi nelle operazioni di sicurezza e stabilizzazione dell’area".

CASCHI BLU” ITALIANI DONANO MACCHINE PER CUCIRE A DONNE CENTRO SVILUPPO SOCIALE DI BINT JBEIL

SHAMA, 1 FEBBRAIO 2021 - Macchine per cucire professionali complete di ricambi e accessori, da utilizzare per il confezionamento di mascherine protettive in tessuto lavabile multistrato, utili al contenimento della trasmissione del Coronavirus, sono state donate alle donne del Centro di sviluppo sociale di Bint Jbeil, nel Libano del Sud, dai “caschi blu” del contingente italiano di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata al confine con lo stato d’Israele.
Grazie al contingente italiano, il “Laboratorio Italia” potrà confezionare mascherine per la popolazione e offrire nuove opportunità di lavoro alle donne della comunità di Bint Jbeil, con possibilità di guadagno per le famiglie. Soddisfazione per il successo dell’iniziativa è stata espressa dal comandante del settore Ovest di Unifil, generale di brigata Andrea Di Stasio, il quale ha sottolineato che oltre alla lotta al Covid “il progetto guarda a un coinvolgimento di risorse e competenze locali capaci di generare positive ricadute economiche nel territorio. Tutto questo, nell’ottica di un rafforzamento di politiche partecipative di sviluppo sociale che siano in grado di dare slancio al settore occupazionale femminile e favorire lo state e il capacity building nel Sud del paese. Un ciclo virtuoso di self sustainability - lo ha definito Di Stasio - che il contingente italiano ha voluto implementare in ambito Unifil e che si sta rivelando vincente”.
La donazione, finanziata con fondi del ministero della Difesa italiano, rientra nell’ambito dei progetti di cooperazione civile-militare promossi dal contingente italiano per garantire l'assistenza alla popolazione che, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle forze armate locali, è uno dei principali compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

CONCLUSO CORSO SPECIALIZZAZIONE PER OPERATORI FORZE DI SICUREZZA LIBANESI

SHAMA, 20 GENNAIO 2021 - Migliorare il livello complessivo di efficienza operativa delle forze di sicurezza libanesi, attraverso l’acquisizione di tecniche di tiro statico e dinamico, in spazi aperti e in contesti urbani, da adottare in attività antiterrorismo. E' questo lo scopo del Marksmanship course, momento addestrativo organizzato dai “caschi blu” del contingente italiano di Unifil a favore di agenti di polizia e di operatori delle unità antiterrorismo libanesi.
Il corso, ideato dal comando del settore Ovest di Unifil e condotto dagli istruttori di Italbatt, unità di manovra su base 3° Reggimento Bersaglieri della Brigata SASSARI, si è aperto con un ciclo di lezioni teoriche incentrate sui fondamentali del tiro e sullo sviluppo di abilità connesse con l’impiego delle armi in condizioni di stress. La seconda fase si è conclusa con un’esercitazione a fuoco nel poligono di tiro di Naqoura, in cui è stato simulato l’intervento di un team di polizia contro rapinatori armati, rappresentati da sagome, conclusosi con il ferimento e la cattura dei malviventi.
Il colonnello Carlo Di Pinto, comandante di Italbatt, si è complimentato con gli istruttori e gli operatori delle forze di sicurezza libanesi per la buona riuscita dell’attività. “Lo sviluppo delle capacità operative delle forze armate e di polizia libanesi - ha dichiarato Di Pinto - è uno degli obiettivi di maggior successo conseguiti dai militari italiani, utile a perfezionare il livello di interoperabilità con i peacekeepers di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu”.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

PROGETTO ITALIANO PER VIDEOSORVEGLIANZA SALA OPERATIVA DELLA 5a BRIGATA LAF

SHAMA, 14 GENNAIO 2021 – Garantire una capacità di intervento integrata e ancora più rapida per far fronte a situazioni di emergenza, è quanto sara’ in grado di assicurare la sala operativa del comando della 5a Brigata delle Forze armate libanesi (LAF), dislocata a Tiro, nella regione meridionale del paese. Tutto ciò grazie a un’importante fornitura di moderne attrezzature informatiche e sistemi di videosorveglianza digitale dotati di telecamere IP ad alta risoluzione, donati dai “caschi blu” del contingente italiano di Unifil, la Forza di interposizione della Nazioni Unite schierata nel Libano del Sud.
Uno specifico software applicativo consentirà agli addetti alla sala operativa di ricevere ed elaborare le immagini provenienti dal territorio, affidando i vari interventi alle unità operative attraverso notifiche in tempo reale in modo da dispiegare efficacemente uomini e mezzi in tutte le 108 municipalità presenti nell’area di responsabilità del settore Ovest di Unifil a guida italiana. Inoltre, sarà possibile condividere informazioni con le forze di polizia, la protezione civile libanese e il comando Unifil di Sector West, indispensabili non solo per la gestione di emergenze (alluvioni, incendi e frane), eventi o di situazioni potenzialmente critiche, ma anche per il monitoraggio dell’epidemia dei casi di Covid-19, fungendo da supporto alle decisioni operative delle LAF per la soluzione di problematiche connesse con la sicurezza della popolazione.
“Grazie alla nuova sala operativa il comando dell’unità sarà in grado di ottimizzare le risorse a disposizione e coordinare in tempo reale strategie e sinergie d’intervento mirate su tutto il territorio”, ha commentato il generale Andrea Di Stasio, comandante del contingente italiano in Libano, ricordando che “uno dei compiti primari di Unifil, assegnati nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, consiste nel supporto delle LAF e trova concreta attuazione proprio in questo progetto, interamente finanziato dal ministero della Difesa italiano”. A causa del lockdown totale di dodici giorni decretato dal governo libanese, la cerimonia di consegna delle apparecchiature informatiche si è svolta mediante un videocollegamento dalla base di Shama, alla quale, oltre al generale Di Stasio, ha preso parte il comandante della 5a Brigata delle LAF, generale Edgard Lawandos.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

“CASCHI BLU” ITALIANI DONANO SISTEMI VIDEOLARINGOSCOPIA A OSPEDALI LIBANESI

SHAMA, 7 GENNAIO 2021 – Tre innovativi sistemi di videolaringoscopia, utili alla visualizzazione chiara e in tempo reale delle vie aeree di un paziente, sono stati donati dal contingente italiano delle Nazioni Unite schierato nel Libano del Sud (Unifil) ai reparti di anestesia e rianimazione degli ospedali di Bint Jbeil, Tibnin e Tiro, importanti centri di riferimento nel paese per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Le apparecchiature, che andranno ad integrare e potenziare la strumentazione in dotazione ai tre presidi sanitari libanesi, consentono di ridurre al minimo i tempi di intubazione del paziente e di limitare l'esposizione del personale sanitario alle secrezioni orofaringee di persone potenzialmente affette da Coronavirus, consentendo ad anestesisti e rianimatori di lavorare con maggiore sicurezza ed efficacia. I macchinari sono stati consegnati nel corso di simboliche cerimonie organizzate in spazi aperti nel rispetto delle misure di anti Covid, alla quale hanno preso parte il comandante del contingente italiano in Libano, generale Andrea Di Stasio, il sindaco e presidente dell’Unione delle municipalità di Tiro, Hassan Dbouke, e personale sanitario degli ospedali governativi delle tre municipalità.
La donazione, interamente finanziata con fondi del ministero della Difesa italiano e di fondamentale rilevanza in questo momento storico, rientra nell’ambito dei progetti di cooperazione civile-militare promossi e finalizzati dal contingente italiano nonostante il Covid-19, per garantire l'assistenza alla popolazione nella lotta al virus, che ancora ieri, in tutto il paese, ha fatto registrare migliaia di nuovi casi di positività e numerosi decessi.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

GIORNATA DEL TRICOLORE: FORZE ARMATE STATO MAGGIORE DIFESA su Twitter

#7gennaio
uniti sotto la Bandiera ______ i #CaschiBlu del contingente italiano #UNIFIL su base Brigata SASSARI dell'@Esercito celebrano il 224° Anniversario della Giornata del #Tricolore
#ForzeArmate #UnaForzaperilPaese #FestadelTricolore
#ONU

CASCHI BLU ITALIANI PER RECUPERO SITO ARCHEOLOGICO DI TIRO

SHAMA, 4 GENNAIO 2021 - Un nuovo progetto di recupero e valorizzazione del sito archeologico dell’antica città di Tiro, nel Sud del Libano, è stato completato dai “caschi blu” italiani della missione Unifil. I lavori hanno riguardato la manutenzione dell’impianto di illuminazione e la realizzazione della recinzione perimetrale dell’area di Al-Mīnā', una delle tre zone di inestimabile interesse archeologico situata nella parte sud-occidentale dell’omonima città fenicia, contenente resti di epoca greca, romana e bizantina, tra i quali si trova una lunga e imponente strada colonnata pavimentata a mosaico che porta all'antico porto egizio, una particolare arena e un vasto complesso termale.
Il progetto, finanziato con fondi del Ministero della Difesa italiano, rientra nell’ambito dei progetti di cooperazione civile-militare inseriti nel piano di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico di Tiro, dichiarata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità, portato avanti dai “caschi blu” del contingente italiano di Unifil in stretto coordinamento con le autorità locali, facendo ricorso a manodopera del posto. L’iniziativa è stata particolarmente riconosciuta e apprezzata dalle autorità libanesi intervenute alla cerimonia di inaugurazione, alla quale ha preso parte il sindaco e presidente dell’Unione delle municipalità di Tiro, Hassan Dbouk e il comandante del contingente italiano in Libano, generale di brigata Andrea Di Stasio. “La consapevolezza e la sensibilità di noi militari italiani per l’arte e la cultura ha trovato espressione oggi in questa attività di valorizzazione del sito archeologico di Tiro - ha dichiarato Di Stasio a margine della cerimonia organizzata in forma ristretta a causa dell’emergenza Coronavirus - io sono solo uno dei tanti testimoni di un rapporto millenario tra due sponde del Mediterraneo, tra la cultura italiana e quella libanese. Spero che questo progetto sia foriero di futuri slanci non solo nell’archeologia e nell’arte ma anche nel turismo e, quindi, nella ripresa economica di questa terra meravigliosa”.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

ESERCITAZIONE “GREEN ZONE 2020” PER CASCHI BLU E LAF

SHAMA, 30 DICEMBRE 2020 – Attuare il piano messo a punto dal comando di Unifil mediante procedure d’intervento immediato da adottare in caso di rischio ambientale e sanitario, determinato da sorgenti di inquinamento rilevate all’interno e all’esterno delle basi Onu dislocate nel Libano del Sud. Questo lo scopo della “Green Zone 2020”, esercitazione multinazionale pianificata e organizzata dal comando del contingente italiano in Libano in stretta coordinazione con personale Unifil dell'Environmental Management Unit (EMU), unità per la supervisione e la gestione delle tematiche di natura ambientale.
"Green Zone 2020" ha visto impiegati, in maniera sinergica e combinata, assetti delle unità di manovra del settore Ovest e delle Forze Armate libanesi (LAF). L’ultima, in ordine di tempo, è stata l’esercitazione condotta nell’area addestrativa di Chawakeer, a Tiro, nel rispetto delle misure precauzionali legate all’emergenza Coronavirus. Protagonisti i “caschi blu” di Italbatt, unità su base 3° Reggimento Bersaglieri rinforzata da militari del gruppo squadroni del Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°), assetti sanitari e di sicurezza delle LAF e un team italiano specializzato CBRN (Chimico, Biologico, Radiologico e Nucleare) del 7° Reggimento difesa CBRN “Cremona”. Durante l’esercitazione è stato simulato un intervento di emergenza ambientale causato dallo scoppio di un incendio con possibile contaminazione dell’area da agenti inquinanti. Mentre assetti operativi di Italbatt e delle LAF hanno operato per garantire la sicurezza dell’area, l’intervento combinato di squadre antincendio dell’esercito libanese e di nuclei specialistici CBRN del settore Ovest ha consentito di estinguere l’incendio e di effettuare le attivita’ di rilevazione, identificazione, campionamento e decontaminazione dei mezzi, dei materiali e del personale coinvolto nell’area di intervento. Sul posto anche un team sanitario delle LAF, intervenuto per il soccorso e l’esfiltrazione di un ferito trasportato in ospedale.
Un plauso particolare per il livello di addestramento e di interoperabilità raggiunto tra le unità dei diversi contingenti, ma soprattutto tra le unità di Unifil e le LAF, è stato espresso anche dal comandante del Sector West, generale di brigata Andrea Di Stasio. “L’Italia è uno dei paesi che maggiormente contribuisce allo sviluppo della capacità operativa delle forze armate libanesi - ha detto Di Stasio - grazie soprattutto a un approccio addestrativo improntato a praticità, flessibilità e all’attitudine empatica dei soldati italiani, unanimamente riconosciuta sia a livello internazionale, sia da parte delle autorità militari libanesi”. Del settore Ovest di Unifil, attualmente su base Brigata SASSARI, fanno parte oltre 1.000 militari italiani, tra i quali circa 450 “sassarini”, che operano insieme ai peacekeepers di altre 15 nazioni (Armenia, Bielorussia, Brunei Darussalam, Corea del Sud, Ghana, Irlanda, Kazakistan, Macedonia del Nord, Malesia, Malta, Polonia, Serbia, Slovenia, Tanzania e Ungheria). L'Italia detiene la leadership della missione Unifil, nella quale sono impegnati piu’ di 10.000 militari e circa 800 civili di 45 nazioni.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

TERZO BERSAGLIERI COMMEMORA IN LIBANO IL 78° ANNIVERSARIO BATTAGLIA DI NATALE

AL MANSOURI UNP 1-26, 21 DICEMBRE 2020 - I militari del 3° Reggimento Bersaglieri hanno commemorato il 78° anniversario della “Battaglia di Natale”, l’episodio più tragico della campagna di Russia, accaduto nel dicembre del 1941. I fanti piumati del Glorioso Terzo, posti a presidio del caposaldo di Petropavlovka, contennero forze nemiche sovietiche dieci volte superiori, riuscendo infine, il 28 dicembre, a riconquistare tutte le posizioni dopo una serie di contrattacchi. Caddero in combattimento 168 soldati, 207 furono i dispersi e oltre 700 i feriti, mentre 305 perirono per il freddo glaciale.
La commemorazione si è svolta nel rispetto delle misure anti Covid nella base delle Nazioni Unite di Al Mansouri, dove il TERZO, dal 5 agosto, costituisce la task force di manovra Italbatt nell’ambito dell’operazione “Leonte XXVIII” di Unifil e contribuisce con i battle groups delle altre nazioni al controllo della “blue line” e del territorio del Sud del Libano, in assistenza alle forze armate libanesi. La giornata celebrativa, svoltasi alla presenza del generale di divisione bersagliere Stefano Del Col, capo missione e comandante della Forza di interposizione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud, è iniziata con l’omaggio alla Bandiera di Guerra del TERZO, la più decorata dell’Esercito Italiano, seguita dalla deposizione di una corona di fiori in onore dei Caduti. Il colonnello Carlo Di Pinto, 84° comandante del TERZO, nel suo discorso ha ricordato le gesta dei bersaglieri nei fatti d’arme sul fronte russo, la figura eroica del colonnello Aminto Caretto e quella di don Giovanni Mazzoni, cappellano militare del reparto, che perì in combattimento il giorno di Natale del 1941 mentre soccorreva un soldato ferito. La celebrazione, molto sobria, si è conclusa con l’inaugurazione di un monumento del Terzo reggimento bersaglieri, a ricordo e testimonianza del passaggio e dell’operato dei fanti piumati della Brigata SASSARI nella “Terra dei cedri”.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

DA ITALBATT DONAZIONI A FAVORE DI SCUOLE E ASSOCIAZIONI

AL MANSOURI, 17 DICEMBRE 2020 - Continua l’impegno dei “caschi blu” italiani nel Sud del Libano a favore di scuole ed associazioni di volontariato locali. Venendo incontro alle richieste ricevute dalle istituzioni presenti in loco, operatori specializzati del 5° Reggimento Genio Guastatori di Italbatt, l’unità di manovra del contingente italiano di Unifil su base 3° Reggimento Bersaglieri della Brigata SASSARI, hanno eseguito una serie di interventi di miglioria di alcune infrastrutture scolastiche.
I lavori hanno reso fruibili cortili e aree giochi abbandonati da tempo a causa della cronica mancanza di fondi destinati a questo importante settore. Inoltre, in occasione delle imminenti festività di fine anno, i militari italiani hanno organizzato una raccolta fondi, i cui proventi sono stati utilizzati per l’acquisto di giocattoli e materiale didattico che sono stati donati agli studenti delle scuole primarie della provincia di Tiro. “Un gesto piccolo ma significativo - lo ha definito il colonnello Carlo Di Pinto, comandante di Italbatt - che ha contribuito a regalare momenti di spensieratezza ai bambini del Sud del Libano in un periodo sicuramente non facile per il Paese”, duramente colpito dalla crisi economica e dall’emergenza sanitaria in corso.
Il supporto alle autorità locali e il ristabilimento delle condizioni per l’assistenza alla popolazione sono tra i compiti principali assegnati a Unifil dalla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele e al supporto alle forze armate libanesi. Il settore Ovest di Unifil, attualmente su base Brigata SASSARI, è al comando del generale Andrea Di Stasio. Del contingente fanno parte oltre 1.000 militari italiani, tra i quali circa 450 “sassarini”, che operano insieme ai peacekeepers di altre 15 nazioni (Armenia, Bielorussia, Brunei Darussalam, Corea del Sud, Ghana, Irlanda, Kazakistan, Macedonia del Nord, Malesia, Malta, Polonia, Serbia, Slovenia, Tanzania e Ungheria).
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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CORSO ALTA SPECIALIZZAZIONE PER UFFICIALI FORZE ARMATE LIBANESI A SHAMA

SHAMA, 15 DICEMBRE 2020 - Cinque ufficiali libanesi, di cui uno donna, appartenenti al General Directorate of General Security Forces, hanno ultimato il corso di specializzazione nel Military Decision Making Process (MDMP) che attesta l’efficace apprendimento delle procedure di pianificazione delle missioni militari. Un traguardo che i militari libanesi hanno raggiunto al termine di un intenso ciclo di lezioni teorico-pratiche di una settimana organizzato nella base “MOVM Andrea Millevoi” di Shama dai “caschi blu” del contingente italiano di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Libano del Sud.
In cattedra, nella veste di istruttori, ufficiali italiani esperti della branca intelligence e operativa che hanno illustrato ai corsisti i lineamenti dottrinali sul processo di pianificazione e, in particolare, i passi che ne scandiscono e sequenziano lo sviluppo prima della decisione finale. I militari italiani, riuniti in un gruppo di lavoro multidisciplinare, hanno introdotto il concetto di ciclo operativo (pianificazione, preparazione, esecuzione e valutazione), processo incentrato sulla figura del comandante che, ricevuta la missione, orienta lo staff e i comandanti subordinati sulle azioni da compiere e sulle modalità di impiego delle risorse disponibili, per poi pianificare e trasformare la decisione in ordini. Il comandante del contingente italiano, generale di brigata Andrea Di Stasio, ha ribadito l’importanza dell’addestramento congiunto con le forze armate libanesi (LAF), utile a “perfezionare il livello di interoperabilità con i peacekeepers dell’Onu in vista di una sempre maggiore, efficace ed autonoma capacità di intervento di queste ultime a Sud del fiume Litani, specialmente a ridosso della Blue line”, la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele.
Nonostante l’emergenza sanitaria in corso, ma pur sempre nel rispetto delle misure anti Covid, proseguono le attività addestrative programmate mensilmente dal contingente italiano con il quartier generale del South Litani Sector (SLS). Esse riguardano principalmente quattro macro-aree di intervento che spaziano dai corsi basici e avanzati ad altri più specifici, come nel caso del Combat medical evacuation course, attività addestrativa volta a migliorare le conoscenze teoriche e le capacità negli interventi di primo soccorso in combattimento, o della condotta di operazioni in ambiente urbanizzato attraverso il modulo MOUT (Military Operations in Urban Terrain) con l’impiego di simunition, munizionamento da addestramento non letale, costituito da proiettili con carica ad acqua e coloranti, che permette di effettuare l’attività a partiti contrapposti, rendendo lo scenario estremamente realistico. Il supporto alle forze armate locali, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e all'assistenza alla popolazione libanese, è uno dei principali compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Ltc. Marco MELE
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COVID-19: MEDICI ITALIANI E LIBANESI A CONFRONTO IN VIDEOCONFERENZA

SHAMA, 10 DICEMBRE 2020 - Rafforzare la collaborazione tra Italia e Libano nel contrasto dell’emergenza sanitaria in corso attraverso la condivisione delle esperienze tecniche e dei protocolli terapeutici che hanno sinora dimostrato scientificamente la migliore efficacia nella lotta al Coronavirus. Questo lo scopo dell’incontro scientifico organizzato dal contingente italiano delle Nazioni Unite schierato nel Libano del Sud (Unifil), al quale hanno partecipato in videoconferenza medici italiani e personale sanitario dell’ospedale governativo di Bint Jbeil, uno dei più importanti centri di riferimento nel paese per la lotta al Covid-19.
L’iniziativa, promossa dall’ufficio Civil Affairs del settore Ovest di Unifil e coordinata dal Gender Advisor del contingente italiano, ha visto la partecipazione del maggiore medico Cristian Benegiamo, del maggiore medico Nadir Rachedi, del maggiore infermiere Antonio Andreozzi - tutti appartenenti all’Esercito Italiano e in servizio al Policlinico militare “Celio” di Roma - del professor Emanuele Nicastri, direttore della divisione Malattie infettive e tropicali dell’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, e del professore Paolo Pelosi, direttore dell’Unita’ operativa di Anestesia e terapia intensiva dell’ospedale policlinico “San Martino” di Genova.
Numerose le tematiche affrontate: dalle sfide logistiche sostenute dai nosocomi nella riconfigurazione in ospedali Covid, agli ultimi aggiornamenti scientifici sulle strategie terapeutiche più efficaci nella gestione del paziente Covid-19 in reparto ordinario e in terapia intensiva. L’evento, inoltre, ha permesso di condividere l’esperienza accumulata sul campo da parte dei colleghi italiani sin dalla prima ondata pandemica, in particolare nel Nord Italia. Ad aprire i lavori è stato il comandante del contingente italiano in Libano, generale di brigata Andrea Di Stasio, il quale ha sottolineato che “l’iniziativa rappresenta in assoluto il primo esempio, in era pandemica, di cooperazione civile-militare nel settore della formazione scientifica in Libano, importante non solo per la condivisione delle esperienze italiane, ma anche per aver creato un network scientifico tra i due paesi, utile nella lotta alla pandemia”. Un particolare ringraziamento per la professionalità e la dedizione mostrate nella lotta al Coronavirus è stato rivolto dal generale Di Stasio ai medici e agli infermieri italiani e libanesi in collegamento. “A voi - ha detto Di Stasio - giunga tutta la nostra riconoscenza per il coraggio e l’umanità che quotidianamente dimostrate nel prendervi cura dei malati, soprattutto tra la popolazione più anziana e le persone più deboli, un servizio generoso spesso pagato da molti vostri colleghi con la loro stessa vita”.
Ltc. Marco MELE
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“CASCHI BLU” ITALIANI CONSEGNANO MEDICINALI A CROCE ROSSA TIRO E BINT JBEIL

SHAMA, 7 DICEMBRE 2020 – Un'importante fornitura di medicinali per contrastare il Coronavirus e la cura di altre patologie, per un valore di circa 250mila euro, è stata consegnata alla Croce Rossa di Tiro e di Bint Jbeil dai “caschi blu” italiani inquadrati nella Forza delle Nazioni Unite schierata nel Libano del Sud (Unifil).
I farmaci sono in gran parte antibiotici per le vie respiratorie, raccomandati nel trattamento di pazienti affetti da Covid-19, ma anche farmaci per la cura di patologie gastrointestinali, meningiti, infezioni delle vie urinarie, coliche addominali e gastriti. Alla cerimonia di consegna dei medicinali ha preso parte il comandante del contingente italiano in Libano, generale di brigata Andrea Di Stasio, il quale ha evidenziato che "la donazione è finalizzata al supporto in campo sanitario di persone e famiglie libanesi che versano in condizioni di particolare svantaggio sociale ed economico". I farmaci, a cui si aggiunge la distribuzione di 14.000 mascherine chirurgiche e di 3.000 flaconi di gel disinfettante acquistati con fondi del ministero italiano della Difesa, “serviranno - ha spiegato il gen. Di Stasio - a sopperire alle esigenze delle principali strutture ospedaliere e di selezionati centri medici e ambulatoriali individuati dalle autorità e dai rappresentanti delle comunità locali”.
Ltc. Marco MELE
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CONTINGENTE ITALIANO DONA MACCHINARI PER DIAGNOSI RAPIDA COVID-19

SHAMA, 4 DICEMBRE 2020 - Due nuovi macchinari per la diagnosi rapida di positività al Coronavirus sono stati donati dal contingente italiano delle Nazioni Unite schierato nel Libano del Sud (Unifil) all’ospedale di Tiro e di Tibnin, due tra i piu’ importanti centri di riferimento nel paese per la lotta al Covid. Si tratta di due estrattori automatici che consentono la preparazione automatizzata di campioni di DNA, RNA e proteine, riducendo le fasi di elaborazione manuale delle analisi, con risultati standardizzati e tempi di risposta più rapidi, oltre a un monitoraggio più accurato dei procedimenti.
Le apparecchiature, acquistate con fondi del Ministero della Difesa italiano, consentiranno agli esperti dei laboratori di virologia dei due ospedali libanesi di disporre di un’arma in più nella lotta contro il Coronavirus. “Grazie a questi moderni macchinari sarà possibile ridurre i tempi di estrazione del genoma del Coronavirus e, quindi, di abbattere quelli legati al responso diagnostico, così da intervenire più rapidamente sul paziente con la terapia”, hanno spiegato i direttori sanitari dei due ospedali.
Sentimenti di gratitudine per la speciale donazione sono stati espressi dalle autorità politiche e sanitarie locali al generale di Brigata Andrea Di Stasio, comandante del settore Ovest di Unifil a guida Brigata SASSARI. Inoltre, particolare riconoscenza è stata manifestata nei confronti dei militari italiani i quali, nonostante il Covid, continuano ad operare al fianco del popolo libanese. “L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ed affrontando riguarda tutti da vicino - ha detto Di Stasio - il virus non fa distinzione di nazionalità. Solo restando uniti, mettendoci al servizio della collettività, potremo pensare di sconfiggerlo e di tornare alla vita di tutti i giorni”. Una donazione simile era stata effettuata dal contingente italiano a favore degli ospedali di Tiro e di Bint Jbeil nell’ambito dei progetti di cooperazione civile-militare per la lotta all’emergenza Coronavirus nel Sud del paese. In quell’occasione furono consegnate due moderne apparecchiature per processare i tamponi, strumenti necessari e indispensabili per accertare i casi di positività al Covid -19 che si basano sulla metodica molecolare di reazione a catena della polimerasi (PCR), messa a punto in base alla sequenza genetica del virus Sars-Cov-2.
Ltc. Marco MELE
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RASSEGNA VIDEO OTV.COM.LB - TIRO, 2 DICEMBRE 2020 - Il comandante del settore Ovest e del contingente italiano che opera nell’ambito della missione UNIFIL nel Sud del Libano, il generale Andrea Di Stasio, ha donato alla Municipalità di Tiro un estrattore automatico che consente la preparazione automatizzata di campioni di DNA e RNA, utile per la diagnosi rapida di positività al Coronavirus, e apparecchiature per processare i tamponi. Il materiale è stato consegnato al sindaco di Tiro presso la sede del palazzo comunale. Dopo la cerimonia di consegna, il generale ha ribadito l’importanza delle relazioni storiche e dell’amicizia tra il popolo italiano ed il popolo libanese.
Nel suo intervento il generale Di Stasio ha dichiarato che i “caschi blu” del settore Ovest di Unifil «continuano ad espletare con impegno il proprio dovere nei confronti della comunità civile locale nella lotta contro il Coronavirus, in collaborazione con la municipalità di Tiro. Opereremo mano nella mano al fine di sconfiggere questa epidemia».
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“CASCHI BLU” ITALIANI CONSEGNANO 4 TONNELLATE PASTA ALIMENTARE A CASE RIPOSO

SHAMA, 2 DICEMBRE 2020 - Più di quattro tonnellate di pasta alimentare sono state distribuite dai militari del contingente italiano di Unifil a due case di riposo e cura di Tiro e Abbassiyah, nel Libano del Sud. Le strutture ospitano circa 200 anziani, molti dei quali non autosufficenti a causa di disabilità fisiche e psichiche, che necessitano di assistenza medica, infermieristica e riabilitativa. I direttori delle due strutture hanno rivolto un sentito ringraziamento all’Italia e ai peacekeeper del contingente nazionale ed aggiunto che “oltre all’aspetto nutrizionale, un pasto sano e gradevole consumato a tavola produce effetti benefici anche da un punto di vista relazionale, generando tra gli anziani ospiti momenti di piacevole scambio emotivo”. Le confezioni di pasta sono state caricate e trasportate a bordo dei mezzi delle Nazioni Unite nel rispetto delle misure precauzionali e dei requisiti igienico sanitari vigenti. L’iniziativa segue lo speciale piano di distribuzione di oltre 30 tonnellate e mezzo di generi alimentari di prima necessità effettuato dai “caschi blu” italiani nel mese di ottobre, studiato per raggiungere persone e famiglie particolarmente bisognose - compresi gli ospiti di alcuni orfanotrofi e centri per disabili - attraverso i volontari della Croce Rossa e delle comunità di tutte le principali confessioni religiose presenti nell’area di operazioni del contingente italiano.
“In questo tempo difficile segnato dal Coronavirus, il nostro vuole essere non solo un atto di sostegno concreto verso il popolo libanese, ma soprattutto un gesto di generosità e di altruismo proprio del soldato italiano che punta dritto alla dignità delle persone più fragili”, ha affermato il comandante del contingente italiano in Libano, generale di brigata Andrea Di Stasio.
Ltc. Marco MELE
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AL SECTOR WEST DI UNIFIL CORSI D’ITALIANO ONLINE PER DONNE LIBANESI

SHAMA, 30 NOVEMBRE 2020 - Un corso online di conoscenza basica della lingua italiana è stato organizzato dai “caschi blu” del contingente italiano del settore Ovest di Unifil, la Forza delle Nazioni Unite schierata nel Libano meridionale, a favore di alcune donne della municipalità di Ain Ebel, una cittadina di circa 1.500 abitanti situata nel distretto di Bint Jbeil. La richiesta, avanzata dal sindaco di Ain Ebel, è stata accolta dal generale di brigata Andrea Di Stasio, comandante del settore Ovest di Unifil. Il corso, programmato per due volte alla settimana, terminerà a dicembre con la cerimonia di consegna “virtuale” degli attestati di frequenza. L’attività è stata organizzata dal gender advisor del contingente italiano secondo i criteri e le modalità di svolgimento della didattica a distanza, nel rispetto delle norme tese al contenimento del Covid-19.
Alla presentazione del corso il generale Di Stasio ha dichiarato che "l’apprendimento della lingua italiana non solo facilita l’interscambio culturale, ma serve anche a rinsaldare i rapporti di amicizia tra popoli storicamente legati da radici comuni e da importanti esperienze di dialogo e di rispetto reciproco".
Il sindaco di Ain Ebel ha ringraziato i militari italiani che, nonostante le molte difficoltà derivanti dall’emergenza Coronavirus e dal lockdown imposto in questi giorni dal governo libanese, si sono prodigati per impartire le lezioni di italiano online. L’assistenza alla popolazione libanese, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle forze armate libanesi, è uno dei principali compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
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ITALBATT, NUOVE CONSEGNE AD ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

AL MANSOURI, 26 NOVEMBRE 2020 - Due nuove importanti consegne di articoli sanitari, capi di vestiario e giocattoli a favore della Caritas e di un’associazione femminile di volontariato che operano nella città di Tiro, sono state effettuate dai militari italiani di Italbatt, l’unita’ di manovra del contingente italiano su base 3° Reggimento Bersaglieri della Brigata SASSARI. I materiali saranno distribuiti a famiglie particolarmente bisognose che abitano nelle periferie e nei villaggi della municipalità di Tiro, duramente colpiti dalla crisi economica e dall’emergenza sanitaria in corso.
Sentite parole di ringraziamento agli specialisti della cooperazione civile-militare del Sector West sono state rivolte da padre Maroun Ghafari, presidente della Caritas, e da Rafah Shahade Kassir, a capo dell’associazione femminile di volontariato. Durante la cerimonia di consegna del materiale e’ stato evidenziato il forte legame esistente tra il contingente italiano e le diverse realtà che operano a sostegno delle comunita’ più povere e bisognose del Sud del Libano.
Prosegue intanto il lavoro imparziale dei “caschi blu” italiani per assicurare il monitoraggio della cessazione delle ostilita’ tra Libano e Israele e per garantire il controllo nell’area del settore Ovest di Unifil, specialmente lungo i 51 chilometri della “Blue line”, la linea di demarcazione che separa i due stati. Nei ranghi di Italbatt, agli ordini del colonnello Carlo Di Pinto, oltre ai bersaglieri del comando del 3° Reggimento e del XVIII Battaglione “Poggio Scanno” di Teulada, operano i militari del Gruppo Squadroni “Cavalleggeri Guide” (19°) di Salerno, del Battaglione logistico del Reggimento logistico “Garibaldi” di Persano e assetti specialistici del 5° Reggimento Genio Guastatori di Macomer.
Ltc. Marco MELE
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25 NOVEMBRE: “CASCHI BLU” ITALIANI DICONO “NO” ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

SHAMA, 25 NOVEMBRE 2020 - Anche il contingente italiano della missione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud (Unifil) è sceso in campo per aderire alle iniziative simboliche avviate in tutta Italia e nel mondo per la “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne”, ricorrenza istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999.E lo ha fatto sistemando due stivaletti da combattimento ai piedi di una panchina, entrambi verniciati di rosso, che sono stati posizionati all’ingresso della palazzina comando della base Onu di Shama, quartier generale del settore Ovest di Unifil.
"Un gesto simbolico in ricordo delle vittime di femminicidio - lo ha definito il generale Andrea Di Stasio, comandante del contingente italiano in Libano - attraverso il quale si vuole inviare un messaggio chiaro che sensibilizzi e sproni tutti a operare per un deciso contrasto a un fenomeno inaccettabile, dinanzi al quale non bisogna abbassare la guardia".
"Occorre dare un segnale forte -
ha concluso Di Stasio - affinchè non solo le violenze, ma ogni forma di discriminazione, di pregiudizio o di stereotipo sui ruoli e sulle attitudini basati sull’appartenenza di genere diminuisca fino a non ripetersi piu’". Sul tema è intervenuto anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, che ha esortato tutti i paesi affinché adottino misure dure contro questo “scioccante aumento” dei casi di violenza, un fenomeno aggravatosi ulteriormente a causa dell’emergenza Coronavirus.
Ltc. Marco MELE
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“CASCHI BLU” ITALIANI RISTRUTTURANO POLIAMBULATORIO QALLAWIYAH

SHAMA, 19 NOVEMBRE 2020 - Un nuovo poliambulatorio medico è stato inaugurato a Qallawiyah, nel Sud del Libano, dai militari del contingente italiano di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata al confine con Israele. La struttura è stata interessata da un importante intervento di ristrutturazione che ha riguardato il rifacimento della copertura, del prospetto principale, dell’ impianto elettrico e idrico-fognario. I lavori, eseguiti nel rispetto delle normative vigenti in Libano in materia di tutela, sicurezza e salute dei lavoratori, hanno interessato una superficie di circa 160 metri quadrati in cui è stata completata la riorganizzazione funzionale degli spazi interni mediante la realizzazione di un ampio ingresso principale che funge anche da sala d'attesa, di un'ala destinata ad ospitare i pazienti e di locali ad uso del personale medico e infermieristico.
Il presidio ospedaliero è dotato di tutti i servizi sanitari primari e garantirà un’adeguata assistenza medica ai 2.000 residenti del villaggio e a piu’ di 3.500 abitanti dei paesi limitrofi. Il progetto, finanziato con fondi del ministero della Difesa italiano, rientra nel piano di sviluppo del settore sanitario portato avanti dai “caschi blu” del contingente nazionale in stretto coordinamento con le autorità locali, facendo ricorso a manodopera del posto, con positive ricadute economiche sul territorio.
Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti il sindaco di Qallawiyah, Mansur Ilayan, e il generale Andrea Di Stasio, comandante del settore Ovest di Unifil, al quale sono andati i ringraziamenti a nome dell’intera comunità per la vicinanza e la consueta attenzione dei “caschi blu” italiani al soddisfacimento delle esigenze di carattere sanitario dell’Unione delle municipalità di Al-Qalaa. L’assistenza alla popolazione libanese, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle forze armate libanesi, è uno dei principali compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
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ITALBATT: CORSO “STRESS MANAGEMENT” PER MEDICI E INFERMIERI LIBANESI

SHAMA, 17 NOVEMBRE 2020 - Venticinque tra medici, infermieri e personale amministrativo libanese hanno preso parte a un corso di “Stress management” organizzato dai “caschi blu” italiani inquadrati nella Forza delle Nazioni Unite schierata nel Libano meridionale (Unifil). Visto l’apprezzamento riscosso nella prima sessione tenutasi nella sede di Tiro, il corso è stato replicato nella località di Al Bazuriyah, sede di “Amel”, associazione senza scopo di lucro che dal 1979 opera sul territorio con 24 centri e 6 unità mobili per offrire servizi medici e psico-sociali alle fasce più vulnerabili della società libanese.
La collaborazione con il contingente italiano e, in particolare, con Italbatt, l’unità su base 3° Reggimento Bersaglieri della Brigata SASSARI, ha permesso di fornire ai membri dell’associazione importanti nozioni in materia di gestione dello stress a livello individuale e di gruppo, un bagaglio di conoscenze e di strumenti utili a conoscere le cause e i possibili rimedi per prevenire e proteggersi dagli effetti negativi dello stress sul benessere fisico, psicologico e sociale, dovuti anche alle restrizioni del confinamento imposto dal governo libanese per limitare il diffondersi della malattia.
Lo psicologo del contingente italiano, relativamente allo stress correlato alla pandemia e agli effetti sulle emozioni, sui comportamenti, sulle relazioni sia in ambito domestico che lavorativo, ha spiegato come superare il momento di preoccupazione per il contagio e di incertezza sul futuro che sta vivendo la popolazione locale. Oltre all’assistenza alla popolazione, prosegue l’impegno dei “caschi blu” italiani per assicurare il monitoraggio della cessazione delle ostilità e il supporto alle forze armate libanesi, uno dei principali compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Ltc. Marco MELE
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CELEBRATA “GIORNATA RICORDO CADUTI MILITARI E CIVILI IN MISSIONI INTERNAZIONALI PER LA PACE”

SHAMA, 12 NOVEMBRE 2020 - Il contingente italiano di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Libano del Sud, ha celebrato la “Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace”. La solenne ricorrenza è stata commemorata nella base UNP 2-3 “Andrea Millevoi MOVM” di Shama, quartier generale del settore Ovest di Unifil, nel corso di una breve cerimonia durante la quale sono stati resi degli onori ai Caduti, deposta una corona d’alloro ai piedi del monumento a loro dedicato e osservato un minuto di raccoglimento accompagnato dalle note del “Silenzio”.
Istituita per celebrare la memoria dei militari e dei civili italiani che hanno perso la vita nell’adempimento del dovere in diversi paesi del mondo nelle missioni all’estero a sostegno della pace e della sicurezza internazionale, la data del 12 novembre coincide con il 17° anniversario della strage di Nassiriya, l’attentato terroristico perpetrato in Iraq ai danni del contingente italiano a guida Brigata SASSARI durante l’operazione “Antica Babilonia”, in cui persero la vita cinque soldati dell’Esercito (tra i quali il capitano Massimo Ficuciello e il maresciallo capo Silvio Olla, entrambi effettivi all'Ufficio Pubblica Informazione della Brigata SASSARI), 12 carabinieri, due connazionali civili e 9 iracheni.
Il settore Ovest di Unifil, attualmente su base Brigata SASSARI, è al comando del generale di Brigata Andrea Di Stasio. Del contingente fanno parte oltre 1.000 militari italiani, tra i quali circa 450 “sassarini”, che operano insieme ai peacekeeper di 15 nazioni (Armenia, Bielorussia, Brunei Darussalam, Corea del Sud, Ghana, Irlanda, Kazakistan, Macedonia del Nord, Malesia, Malta, Polonia, Serbia, Slovenia, Tanzania e Ungheria). Il mandato di Unifil consiste nel garantire il rispetto della risoluzione 1701 dell'11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. La risoluzione prevede il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Israele e Libano, l’assistenza al governo libanese nell’esercizio della propria sovranità sul territorio e nel garantire la sicurezza dei propri confini, in particolare dei valichi di frontiera con lo Stato di Israele. La missione Unifil ha anche lo scopo di assistere la popolazione civile e sostenere le forze armate libanesi nelle operazioni di sicurezza e stabilizzazione dell’area per prevenire un ritorno delle ostilità e creare le condizioni per una pace duratura.
Ltc. Marco MELE
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ITALBATT CONSEGNA MATERIALE SCOLASTICO IN DUE ISTITUTI TIRO

AL MANSOURI, 10 NOVEMBRE 2020 - Con l’inizio dell’anno scolastico, condizionato anche in Libano dalla grave emergenza sanitaria in corso, gli specialisti della cooperazione civile-militare di Italbatt, l’unità di manovra del contingente italiano su base 3° Reggimento Bersaglieri della Brigata SASSARI, hanno donato materiale scolastico agli alunni di due istituti dell’Unione delle municipalità di Tiro.
Venendo incontro alle richieste dei direttori didattici e delle autorità municipali, il materiale – zainetti, astucci, pennarelli, quaderni e giocattoli che sono stati raccolti in Italia grazie alla generosità di associazioni e imprese italiane – è stato consegnato a due scuole pubbliche di Tiro, frequentate da bambini provenienti dai quartieri più poveri della città. Alla cerimonia di donazione ha partecipato la direttrice delle scuole pubbliche di Tiro, Iman Joumaa Assamra.
Il supporto alle autorità locali e il ristabilimento delle condizioni per il sostegno alla popolazione sono tra i compiti principali assegnati a Unifil dalla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle forze armate libanesi.
Ltc. Marco MELE
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BERSAGLIERI ITALBATT SALVANO 4 ANZIANI DURANTE NUBIFRAGIO

SHAMA, 9 NOVEMBRE 2020 - ​Quattro anziani libanesi rimasti intrappolati all’interno della loro auto, bloccata da un violento nubifragio, sono stati soccorsi da due militari italiani di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Sud del Paese. I peacekeeper erano diretti a Naqoura, quartier generale di Unifil, quando hanno notato l’auto che si trovava in mezzo alla strada semisommersa da oltre un metro d’acqua. Grazie al provvidenziale intervento dei militari, i quattro sono stati estratti dall’abitacolo, caricati a bordo del fuoristrada delle Nazioni Unite e trasportati in un luogo sicuro, dove hanno atteso l’arrivo di una pattuglia della protezione civile libanese a cui poi sono stati affidati.
Apprezzamento per la professionalità e il coraggio evidenziato nella circostanza dai Caschi Blu italiani – effettivi in Italia al 3° Reggimento Bersaglieri della Brigata SASSARI comandato dal Col. Carlo Di Pinto – è stato espresso dal comandante del contingente italiano, Generale di Brigata Andrea Di Stasio, e dal capo missione e comandante di Unifil, Generale di Divisione Stefano Del Col.
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“CASCHI BLU” ITALIANI DONANO A SAFAD AL BATTIKH UN IMPIANTO DI RIFORNIMENTO IDRICO

SHAMA, 6 NOVEMBRE 2020 – I militari del contingente italiano di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Libano del Sud, hanno donato un sistema di accumulo dell’acqua per il rifornimento idrico del frantoio di Safad Al Battikh, un piccolo villaggio dell’unione delle municipalità di Tibnin.
Il progetto, che consentirà l’ottimale funzionamento dell’impianto del frantoio comunale, è stato realizzato a beneficio degli agricoltori libanesi di tutti i villaggi limitrofi, per i quali la mancanza di un simile impianto avrebbe significato un aggravio di spese difficilmente sostenibile anche a causa della pesante crisi economica, aggravatasi con l’emergenza Covid-19. Alla cerimonia di inaugurazione ha preso parte il comandante del contingente italiano di Unifil, generale Andrea Di Stasio, e il sindaco di Safad Al Battikh, Ali Souhad Zeinalddine.
Il primo cittadino ha ringraziato i militari italiani per la tempestività dell’intervento e per l’attenzione rivolta a un progetto che punta a valorizzare la qualità del prodotto e ad aumentarne la produzione a livello locale. L’attività di cooperazione civile-militare, in sinergia con l’azione svolta dalle Nazioni Unite, dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e dal ministero della Difesa, ha permesso dal 2006, anno di inizio della missione Unifil, la realizzazione di progetti a “impatto immediato”, con interventi su ambiente, amministrazione civile e infrastrutture civili essenziali, tesi al miglioramento e al continuo sviluppo della società del Sud del Libano.
Ltc. Marco MELE
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4 NOVEMBRE: CONTINGENTE ITALIANO UNIFIL CELEBRA RICORRENZA

SHAMA, 4 NOVEMBRE 2020 - Il contingente italiano di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Libano del Sud, ha celebrato il “Giorno dell’unita’ nazionale” e “Giornata delle Forze Armate”. La solenne ricorrenza, istituita per ricordare l’armistizio di Villa Giusti (entrato in vigore il 4 novembre 1918) che consentì agli italiani di rientrare nei territori di Trento e Trieste e portare a compimento il processo di unificazione nazionale iniziato in epoca risorgimentale, è stata celebrata nella base UNP 2-3 “Andrea Millevoi MOVM” di Shama nel corso di una breve cerimonia alla quale hanno partecipato il capo missione e comandante di Unifil, generale di divisione Stefano Del Col, il comandante del settore Ovest, generale di brigata Andrea Di Stasio, il comandante della Missione militare bilaterale italiana in Libano (Mibil), colonnello Marcello Orsi, e una rappresentanza di tutte le forze armate italiane presenti in teatro.
La cerimonia si è aperta con la resa degli onori alla Bandiera di Guerra del 3° Reggimento bersaglieri, la più decorata dell’Esercito Italiano, insignita di due Ordini Militari d'Italia, tre Medaglie d’Oro, tre d’Argento e tre di Bronzo al Valor Militare, una Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito e una Medaglia di Bronzo al Valore Civile, “ideale sintesi dei valori di fedeltà, onore e rigore morale - ha detto il generale Del Col - che hanno sempre contraddistinto i nostri militari, in Italia e all’estero, nella difesa della patria, nell’affermazione della pace e nella salvaguardia delle sue libere istituzioni”.
Dopo l’esecuzione dell’ “Inno di Mameli” è stata data lettura dei messaggi del Capo dello Stato e dei vertici della Difesa. Sulle note de “La leggenda del Piave” è stata quindi deposta una corona d’alloro e intonato “Il silenzio” per onorare il sacrificio degli oltre seicentomila militari italiani che hanno perso la vita nell’adempimento del dovere e delle migliaia di soldati rimasti feriti e mutilati. Per l’occasione, dal tramonto all’alba, il quartier generale della base di Shama è stato illuminato con i colori della bandiera italiana e di quella libanese, una scelta simbolica dettata dalla volontà di dare un segnale di fiducia e di solidale vicinanza dell’Italia al popolo libanese, uniti da una lunga storia e una lunga amicizia, soprattutto in questo particolare momento di crisi politica ed economica che sta attraversando il Libano, aggravatosi ulteriormente a causa del Coronavirus.
Nel pomeriggio, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha salutato i comandanti dei contingenti militari all’estero mediante un collegamento in videoconferenza realizzato dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) a Roma, alla presenza del Capo di Stato maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, e del comandante del COI, generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano, 40° Comandante della Brigata SASSARI.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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"DONNE, PACE E SICUREZZA": SECTOR WEST DI UNIFIL CELEBRA 20° ANNIVERSARIO RISOLUZIONE 1325

SHAMA, 3 NOVEMBRE 2020 - Nella base UNP 2-3 “Andrea Millevoi MOVM” di Shama il contingente del settore Ovest di Unifil ha celebrato ieri il 20° anniversario dalla risoluzione 1325 su “Donne, pace e sicurezza”, adottata all’unanimità il 31 ottobre 2000 dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Riconoscere il ruolo fondamentale delle donne nella prevenzione e risoluzione dei conflitti, prevedendo una loro maggiore partecipazione nei processi di mantenimento della pace e della sicurezza internazionale attraverso l’adozione di una prospettiva di genere: questo il tema dell’evento, al quale hanno partecipato il comandante del contingente italiano in Libano, generale di brigata Andrea Di Stasio, e una rappresentanza di donne peacekeeper delle 16 nazioni che operano sotto il comando del settore Ovest.
Il generale Di Stasio ha sottolineato che la presenza delle donne peacekeeper, essendo percepita come meno invasiva, grazie anche a una innata capacità relazionale fortemente empatica in grado di superare le barriere culturali, “è garanzia di una maggiore sensibilità e consapevolezza dei bisogni e delle preoccupazioni delle comunità con le quali esse entrano in contatto”. Nel corso della cerimonia sono stati rimarcati i concreti passi in avanti fatti verso l’integrazione di genere, in attuazione della risoluzione 2433 del 2018 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che prevede una partecipazione significativa delle donne in tutti gli aspetti delle operazioni e un incremento negli organici delle unità.
Nel 2006, solo il 2,5% dei peacekeeper dell’Unifil era donna. Oggi, a distanza di 14 anni dall’inizio della seconda fase della missione Unifil, su un totale di circa 10.300 “caschi blu”, la percentuale femminile si attesta intorno al 6%, mentre nel settore Ovest a guida Brigata SASSARI è di poco superiore al 7%. Tra i 45 paesi che contribuiscono alle truppe dell'UNIFIL, il Ghana ha il maggior numero di donne in uniforme (110), seguito da Indonesia (65), Italia (50), Francia (46) e Malesia (35), mentre tra il personale civile (circa 800 unità), la percentuale delle donne raggiunge la soglia del 30%.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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REALIZZATE DA CONTINGENTE ITALIANO AULE DIDATTICHE IN CONVENTO SANT'ANTONIO A TIRO

SHAMA, 30 OTTOBRE 2020 - Si è tenuta ieri, nella municipalità di Tiro, la cerimonia inaugurale della riqualificazione architettonica di alcuni spazi del convento francescano di Sant'Antonio, progetto realizzato con fondi del Ministero della Difesa e portato a termine dai “caschi blu” italiani in stretto coordinamento con le autorità locali, facendo ricorso a ditte e manodopera del posto con positive ricadute economiche sul territorio. Una salda sinergia tra la municipalità di Tiro, la comunità locale dell’ordine dei frati minori e il contingente italiano in Libano, con l’unico obiettivo di creare un moderno e confortevole centro di aggregazione didattico e formativo per ragazzi libanesi di ogni estrazione sociale e credo religioso. L’intervento ha riguardato la riqualificazione dei vari ambienti del complesso religioso mediante interventi manutentivi e di ammodernamento degli impianti secondo moderni standard di efficientamento energetico.
Presente alla cerimonia il Nunzio apostolico in Libano Joseph Spiteri, il rappresentante del mufti sciita di Tiro, Rabii Kobaysi, il sindaco Hassan Mohammed Nabouq e il comandante del settore Ovest di Unifil, generale Andrea Di Stasio. Dopo la benedizione impartita da monsignor Spiteri, ha preso la parola il generale Di Stasio, il quale ha sottolineato che “la presenza di un rappresentante di fede islamica alla cerimonia inaugurale dei locali del convento, denota come la convivenza religiosa tra cristiani e musulmani è possibile. Questa armonia interreligiosa - ha concluso Di Stasio - deve essere protetta e tutelata da tutti gli attori presenti nel paese, attraverso dialogo e fiducia reciproca, strumenti indispensabili per una pace duratura”.
Di rispetto e convivenza pacifica ha parlato anche il rappresentante del mufti sciita, valori che la comunità islamica di Tiro condivide con i frati dell’antico convento rimasto chiuso per più di vent’anni ma che, nonostante ciò, “una sola pietra non è stata toccata”, segno di una fraternità di intenti in una terra in cui la convivenza è un valore irrinunciabile.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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 ITALBATT: DONAZIONE A OSPEDALE PSICHIATRICO BURJ ASH SHAMALI

SHAMA, 28 OTTOBRE 2020 - Farmaci e materiale ortopedico-sanitario sono stati donati dal contingente italiano di Unifil all’ospedale psichiatrico di Burj Ash Shamali, nel Libano del Sud. La struttura sanitaria, nata come centro per anziani, dal 2019 è divenuta ancor più importante dopo la chiusura di un centro di igiene mentale nella vicina Tiro, poichè accoglie circa 80 ospiti di età compresa tra i 22 e 60 anni, garantendo loro percorsi di cura e riabilitazione specializzati. La donazione è stata effettuata dai militari di Italbatt, l’unità di manovra del Settore Ovest di Unifil, che da circa tre mesi opera nella “Terra dei cedri” per assicurare giorno dopo giorno il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, ma anche supportare la popolazione locale attraverso progetti di cooperazione civile-militare nel campo dell’assistenza sanitaria in tutte le ventiquattro municipalità presenti nella propria area di responsabilità.
Il direttore del centro, dottor Moustafa Harb, nel ringraziare i militari italiani per il nobile gesto, ha ricordato che “il periodo di crisi che sta attraversando il Libano rende ancora più arduo il lavoro dei medici. Iniziative come questa non possono che essere ben accette, perchè vengono incontro alle esigenze di tutti coloro i quali si battono per la tutela dei pazienti psichiatrici, spesso abbandonati a se stessi ed ai quali, invece, è necessario ridare dignità”.
Il colonnello Carlo Di Pinto, comandante di Italbatt e 84° del TERZO Bersaglieri, intervenuto alla cerimonia di consegna del materiale insieme con gli specialisti della cooperazione civile-militare, ha evidenziato che il supporto alla popolazione civile - ed in questo caso alle fasce più deboli ed esposte della popolazione - è di fondamentale importanza nell’ambito della missione Unifil, avendo essa il duplice intento di agevolare il naturale sviluppo delle organizzazioni civili e di costruire una pace duratura in una terra che ha patito il dramma della guerra.
La donazione, nata dalla collaborazione tra il team della cooperazione civile-militare del 3° Reggimento Bersaglieri, istituzioni locali e donors privati italiani, assume ancor più importanza considerando che l’attività di ricerca e approvvigionamento dei materiali è avvenuta in un periodo di piena pandemia da Covid-19 sia in Italia, sia in Libano.
Il supporto alle autorità locali e il ristabilimento delle condizioni necessarie per l’assistenza alla popolazione, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle forze armate libanesi, sono tra i compiti principali assegnati a Unifil dalla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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PROGETTO “CASCHI BLU” ITALIANI A SOSTEGNO DELL’AMBIENTE

SHAMA, 26 OTTOBRE 2020 - Con la donazione di 3.670 contenitori per rifiuti solidi urbani a nove comuni delle Unioni delle municipalità di Tiro, Bint Jbeil e Tibnin, si è concluso oggi un importante progetto del contingente italiano in Libano finalizzato al miglioramento delle condizioni igienico sanitarie dei villaggi presenti nell’area di responsabilità di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nella regione meridionale del paese.
In Libano, l’assenza di una legislazione ambientale e di un piano sostenibile di gestione dei rifiuti causa da anni il proliferare di diverse forme di inquinamento tra le quali l’accumulo indiscriminato di rifiuti in discariche abusive. La consegna dei bidoni rappresenta l’ultimo passo di un cammino iniziato nei primi mesi di mandato della Brigata SASSARI al comando del settore Ovest di Unifil, preceduto da una campagna informativa e di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali che negli anni i “caschi blu” italiani hanno condotto nelle scuole e nelle municipalità locali, ponendo particolare attenzione alla salvaguardia della salute dei cittadini attraverso la buona pratica della raccolta differenziata, il primo passo per consentire ai materiali raccolti di rientrare all’interno del ciclo economico e produttivo secondo i principi dell’economia circolare.
Iniziative simili, molto apprezzate dalle autorità libanesi e realizzate con fondi del Ministero della Difesa, sono state coordinate dagli specialisti della cooperazione civile-militare del contingente italiano e hanno riguardato progetti relativi alla raccolta, al trasporto e al trattamento dei rifiuti (smaltimento o riciclaggio) fino al riutilizzo dei materiali di scarto per la riduzione degli effetti sulla salute dell’uomo e dell’impatto sull’ambiente, implementando un piano di lavori già consolidato come la realizzazione di impianti di compostaggio, la donazione di compattatori e di mezzi per la raccolta e il trasporto dei rifiuti negli impianti di smaltimento e, non ultimo, l’impiego di team CBRN (Chimico, Biologico, Radiologico e Nucleare) specializzati in attività di rilevamento e campionatura di potenziali fonti di inquinamento.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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COMPLETATA DA PEACEKEEPER UNIFIL LA MISSIONE "TEMPORANEA E SPECIALE" A BEIRUT

BEIRUT, 23 OTTOBRE 2020 - Dopo più di tre settimane di lavoro a Beirut per affrontare le conseguenze delle tragiche esplosioni del 4 agosto in coordinamento con le Forze Armate libanesi (LAF), gli assetti di UNIFIL sono rientrati oggi nell'area operativa della Missione nel sud del Libano. Quasi 150 peacekeeper di 13 dei 45 contingenti che compongono UNIFIL hanno facilitato la ripresa delle operazioni al porto di Beirut, sgomberando 11.500 tonnellate di detriti ed effettuato lavori di costruzione. Gli assetti Genio di UNIFIL hanno smantellato quattro dei magazzini danneggiati. I peacekeeper UNIFIL hanno anche contribuito al restauro di siti di interesse storico danneggiati, eliminando 500 tonnellate di macerie e separando e immagazzinando circa 150 tonnellate di pietre, facciate e ornamenti in legno per un uso futuro. Questa attività è stata condotta in coordinamento con le LAF, la Direzione delle Antichità libanese e la Blue Shield International.
Il capo missione e comandante di forza di UNIFIL, il Generale di Divisione Stefano Del Col, ha reso omaggio alle centinaia di migliaia di persone direttamente colpite dalle esplosioni. Ha inoltre espresso apprezzamento per i peacekeeper impegnati durante la missione di Beirut, autorizzata dalla risoluzione 2539 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con la formula "misure temporanee e speciali" per fornire sostegno al Libano e alla sua popolazione in seguito alle esplosioni. "Porto il mio omaggio a tutte le persone che hanno sofferto, sono rimaste ferite e a coloro che sono morti nelle tragiche esplosioni del 4 agosto 2020", ha detto Del Col prima di deporre una corona al monumento in memoria delle vittime dell'esplosione di Beirut. "L'intervento di UNIFIL ha permesso la ripresa delle operazioni nel porto di Beirut, lo sgombero della strada principale nel quartiere di Mar Mikhael, che era stata bloccata per oltre due mesi, e supportato i lavori nei siti storici - ha continuato Del Col - siamo onorati di aver fatto parte di questo comune sforzo per alleviare un po' del dolore che la città ha sofferto".
Il generale Del Col ha sottolineato come l'obiettivo principale dell'UNIFIL continui ad essere quello di garantire la stabilità nel Libano meridionale e lungo la Blue Line. "Stiamo lavorando per creare le condizioni affinché gli sforzi politici e diplomatici consentano di raggiungere una soluzione a lungo termine e un cessate il fuoco permanente, per il quale l'impegno delle parti è un elemento essenziale", ha concluso.
fonte: unifil pio

BEIRUT, 23 OTTOBRE 2020 - Il Generale Stefano Del Col saluta il tenente colonnello dell’Esercito Italiano Andrea Cubeddu, comandante dell’HQ support unit, l’unità di supporto alle attività operative del settore Ovest di Unifil. Il tenente colonnello Cubeddu, comandante in Patria del Battaglione "Bolsena" del 5° Genio Guastatori della Brigata SASSARI, ha guidato a Beirut la Task Force articolata su un posto comando, due compagnie del genio (una cinese e una francese rinforzata da un assetto cambogiano) e tre team italiani, di cui uno specializzato CBRN (Chimico, Biologico, Radiologico e Nucleare) in grado di effettuare attività di rilevazione, identificazione, campionamento e decontaminazione delle aree di intervento, uno IEDD (Improvised Explosive Device Disposal) per l’eventuale disinnesco di ordigni esplosivi, e uno sanitario. Il supporto logistico dell’operazione era affidato a un’unità austriaca, a cui si sono aggiunti elementi della polizia militare tanzaniana, unità di force protection cingalesi e indonesiane, e assetti sanitari spagnoli.
foto: unifil pio

ITALBATT (3° BERSAGLIERI) ADDESTRA LAF A OPERAZIONI IN AMBIENTE URBANO (MOUT)

AL MANSOURI UNP 1-26, 23 OTTOBRE 2020 - Nell’ambito della missione Unifil in Libano, i militari del 3° Reggimento Bersaglieri di Italbatt hanno organizzato e condotto un ciclo addestrativo di una settimana a favore dei militari delle LAF (Lebanese Armed Forces). Nel poligono di tiro di Chawakeer, nei pressi di Tiro, si è svolta una cinque giorni addestrativa nella quale i soldati libanesi, sotto la guida dei “caschi blu” italiani, hanno condotto operazioni in ambiente urbanizzato attraverso il modulo “MOUT” (Military Operations in Urban Terrain).
Tra le nozioni teoriche e pratiche impartite sul campo dai militari italiani rientrano quelle tipiche dell’addestramento nei centri abitati, culminato con una esercitazione finale con l’uso di “simunition”, munizionamento da addestramento non letale, costituito da proiettili con carica ad acqua e coloranti, che permette di effettuare l’attività a partiti contrapposti, rendendo lo scenario estremamente realistico. L’obiettivo è stato quello di migliorare il livello complessivo di efficienza operativa delle LAF, attraverso l’abilità a condurre operazioni congiunte con le unità di Unifil, rivedendo e standardizzando le tecniche di tiro e il movimento in spazi ristretti e in assoluta sicurezza. Il tenente colonnello Mattia Scirocco, comandante del 2° Battaglione di Italbatt, ha consegnato i diplomi di fine corso ai frequentatori libanesi durante una simbolica cerimonia svoltasi alla presenza di autorità militari del Sud del Libano.
L’Italia è uno dei paesi che, all’interno del settore Ovest di Unifil, sta contribuendo concretamente allo sviluppo delle LAF, grazie soprattutto ad un approccio addestrativo caratterizzato da praticità, flessibilità e dall’attitudine empatica dei suoi istruttori, capace di riscuotere unanime plauso a livello internazionale e da parte delle unita’ militari libanesi. Il contingente italiano in Libano, attualmente su base Brigata SASSARI, è al comando del generale di brigata Andrea Di Stasio. Del contingente fanno parte oltre 1.000 militari italiani, tra i quali circa 450 “sassarini”, che operano insieme ai peacekeeper provenienti da 16 nazioni (Italia compresa): Armenia, Bielorussia, Brunei Darussalam, Corea del Sud, Ghana, Irlanda, Kazakistan, Macedonia del Nord, Malesia, Malta, Polonia, Serbia, Slovenia, Tanzania e Ungheria.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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UNIFIL: CELEBRATO A NAQOURA 75° ANNIVERSARIO NAZIONI UNITE

NAQOURA, 22 OTTOBRE 2020 - ​Si è celebrato oggi, alla presenza del Generale di Divisione Stefano Del Col, Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, il 75° anniversario della fondazione delle Nazioni Unite. Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti delle Forze Armate Libanesi (LAF), e autorità politiche locali. Il Generale Del Col e i suoi caschi blu dei 45 Paesi operanti in UNIFIL (l’Italia è la seconda nazione contribuente NdR) hanno risposto all’unisono alla chiamata globale in nome della pace e della sicurezza internazionale così come sancito dalla Carta delle Nazioni Unite.
“Questa giornata ci ricorda quanto sia importante agire collettivamente per mantenere la pace" ha affermato il Generale Del Col nel corso del suo intervento, precisando che nel sud del Libano questo significa riaffermare ed adempiere all’obiettivo comune connesso alla cessazione delle ostilità. Il Comandante ha rinnovato quindi il suo appello alle parti interessate affinchè continuino a mantenere il loro impegno con la missione dell’ONU. “In UNIFIL, lavoriamo tutti insieme per il nostro obiettivo di mantenere un ambiente favorevole a una pace e stabilità durature - ha continuato - anche in un momento difficile come quello odierno UNIFIL crea le condizioni affinché gli sforzi politici e diplomatici prendano piede, lavorando per raggiungere una soluzione a lungo termine e un cessate il fuoco permanente”. Il Generale Del Col ha poi sottolineato come i 14 anni di relativa calma e stabilità nel sud del Libano, siano stati ottenuti collettivamente grazie alla cooperazione di entrambe le parti in conflitto e della stessa popolazione locale. “Confido che i nuovi negoziati in corso presso UNIFIL tra i due paesi, riguardanti la definizione dei confini, consentiranno la piena adozione della UNSCR 1701” ha concluso.Durante la cerimonia, il Generale Del Col ha deposto una corona di fiori presso il monumento ai caduti per rendere omaggio agli oltre 300 peacekeeper che hanno sacrificato la propria vita in nome della pace nel sud del Libano.
Nel 1947, l’Assemblea Generale dell’ONU sancì il 24 ottobre quale anniversario dell’entrata in vigore della Carta delle Nazioni Unite, di cui il Libano è uno dei 51 membri fondatori, e l'anniversario viene celebrato in tutto il mondo.
FONTE: DIFESA.IT

VISITA AL SECTOR WEST DI JACK CHRISTOFIDES VICE CAPO MISSIONE DI UNIFIL

SHAMA, 20 OTTOBRE 2020 - “Il contingente italiano di Unifil è un presidio di pace e un modello operativo efficace, il cui fattore di successo risiede soprattutto nella straordinaria capacità di interazione dei militari italiani con tutte le componenti della società presenti nel variegato mosaico libanese”. Lo ha detto Jack Christofides, vice capo missione di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite nel Sud del Libano, in occasione dell’incontro a Shama con i “caschi blu” del contingente italiano a guida Brigata SASSARI.
L’alto funzionario dell’Onu è stato accolto al suo arrivo dal comandante del settore Ovest, generale di brigata Andrea Di Stasio, e dal vice comandante Brendan Delaney. Al centro dei colloqui, le tematiche relative al monitoraggio della cessazione delle ostilità e la cooperazione strategica con le forze armate libanesi per la sicurezza e la stabilità nel Sud del Libano, “una realtà sociale in cui il contingente italiano si innesta attraverso il dialogo e il rispetto reciproco - ha dichiarato Christofides - nella convinzione della centralità di questo paese quale regione cruciale per il futuro del Medio Oriente sul fronte della sicurezza globale”. Sul tavolo della discussione anche il dinamismo e la complessità degli interventi di cooperazione civile-militare realizzati dal contingente con fondi del ministero della Difesa italiana a supporto diretto della popolazione e delle istituzioni locali, tenendo in debita considerazione l'ambiente sociale, politico, culturale, religioso ed economico dell’area di operazioni che risente della crisi politica ed economica dell’intero paese, aggravatasi ulteriormente a causa della pandemia da Coronavirus. Sul piano dei progetti di ricostruzione e sviluppo, il generale Di Stasio ha illustrato le nuove strategie d’intervento a cui sta lavorando il contingente italiano, elaborate per andare oltre il collaudato meccanismo della distribuzione equilibrata delle risorse tra le varie comunità in un’ottica di necessità e di urgenza per il ripristino dei servizi essenziali. “Il nostro vuole essere un impegno che punti a un coinvolgimento sempre più ampio della società civile libanese in termini di rafforzamento di politiche partecipative di sviluppo sociale che siano in grado di favorire lo 'state' e il 'capacity building' nel Sud del paese”, ha precisato Di Stasio, facendo riferimento alle recenti iniziative intraprese dai peacekeeper italiani nel supporto ai minori, alle donne e alle questioni di genere, nel miglioramento del servizio sanitario, di protezione ambientale e infrastrutturale, soprattutto della rete idrica e dello smaltimento dei rifiuti, nello sviluppo del settore agricolo e rurale, della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale. “Un modello d’intervento innovativo ed efficace - lo ha definito Christofides - che se da una parte punta a un sempre maggiore coinvolgimento di risorse e competenze locali capaci di generare positive ricadute economiche del territorio, dall’altra rafforza la sicurezza e la stabilità nell’area, prevenendo e riducendo possibili tensioni all’interno del paese e lungo il confine con lo stato di Israele". Al termine dell’incontro, il vice capo missione di Unifil ha manifestato apprezzamento e gratitudine al generale di Stasio, agli uomini e alle donne del Sector West per i risultati ottenuti “sul campo”, frutto di un coordinamento con il Civil Affairs di Naqoura che permetterà di fare un salto di qualità a tale azione congiunta, stabilendo, come proposto dal comandante del Sector West, modalità operative comuni tese ad un sempre migliore utilizzo degli sforzi e delle risorse del ministero della Difesa italiano e di quelle delle Nazioni Unite.
Nuovi progetti di autosostentamento da realizzare insieme al Civil Affairs di Unifil nelle principali Unioni delle municipalità nel Sud del Libano, sono allo studio del contingente italiano allo scopo di avviare un ciclo virtuoso che dia impulso al mercato locale, slancio al settore occupazionale e risposte concrete ai bisogni primari della popolazione.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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CONTINGENTE ITALIANO DONA PRODOTTI ALIMENTARI A FAMIGLIE BISOGNOSE

SHAMA, 15 OTTOBRE 2020 - Oltre 46mila prodotti alimentari di prima necessità, pari a circa 30 tonnellate e mezzo di cibo confezionato in 1.500 pacchi da destinare a persone e famiglie bisognose del Libano del Sud, sono il frutto della speciale donazione del contingente italiano della missione in Libano.
L’iniziativa ha preso il via ieri a Tiro con la consegna dei primi 60 “food kit” alla Croce Rossa della municipalità locale. Nelle prossime settimane i “caschi blu” proseguiranno l’attività secondo un piano di distribuzione studiato per raggiungere i cittadini più bisognosi attraverso i volontari della Croce Rossa e delle comunità di tutte le principali confessioni religiose presenti nell’area di operazioni del contingente italiano. Le derrate alimentari, acquistate con fondi del Ministero della Difesa italiana, sono state confezionate in appositi pacchi sigillati nel rispetto dei requisiti igienico sanitari per il caricamento e il trasporto a bordo dei mezzi dell’Onu.
“Nonostante il rischio per la loro vita e per il Covid, ancora una volta i soldati italiani hanno dato dimostrazione di essere portatori di una cultura di pace e solidarietà che ha raggiunto il cuore di noi libanesi, dimostrando con i fatti sentimenti di fratellanza sincera”, ha esordito la presidente della Croce Rossa di Tiro, Mouzayan Silklawy Ajami, nel suo discorso di benvenuto pronunciato alla presenza del comandante del contingente italiano in Libano, generale di brigata Andrea Di Stasio. Sentito e unanime è stato il ringraziamento rivolto all’Italia e ai peacekeeper italiani per la grande attenzione e la vicinanza alla popolazione locale in un frangente così particolare, che vede ancora una volta esposte le persone più fragili.
Un recente sondaggio del World Food Programme, il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, ha evidenziato che i due terzi delle famiglie libanesi hanno subito una perdita di reddito durante la crisi con conseguente minore disponibilità economica per l’acquisto di cibo. “È in questo contesto che è nata l’idea di una risposta concreta del contingente italiano verso il popolo libanese, maturata anche a seguito delle numerose richieste ricevute direttamente dalle istituzioni e dalla popolazione locale durante gli incontri con le principali autorità governative e religiose del territorio”, ha affermato il generale Di Stasio. Facendo riferimento alle finalità dell’iniziativa, Di Stasio ha sottolineato la straordinaria necessità ed urgenza di “un gesto reale che nasce dalla volontà di mettere al centro la dignità delle persone, soprattutto quelle più povere, per le quali il cibo non è un conforto, ma un fabbisogno primario vitale, come la libertà e la salute”.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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 "TEMPESTA D'ACCIAIO": CONCLUSA ESERCITAZIONE CONGIUNTA UNIFIL-LAF

SHAMA, 12 OTTOBRE 2020 - I “caschi blu” del contingente italiano in Libano hanno partecipato alla “Steel storm 2020”, esercitazione interforze e multinazionale, che dal 5 al 9 ottobre scorso ha visto impegnate le unità di manovra dei contingenti militari di Unifil e delle forze armate libanesi (LAF). L’esercitazione si svolge con cadenza semestrale in un poligono poco distante da Naqoura, sede del comando della missione Unifil. Sono state svolte lezioni di tiro con armamento individuale e di reparto e attività a fuoco congiunte con la brigata Onu a guida italiana e la 5a Brigata delle LAF. L’attività era finalizzata al perfezionamento del livello di interoperabilità tra i peacekeeper dell’Onu e i militari delle LAF, in vista di una sempre maggiore, efficace ed autonoma capacità di intervento di queste ultime nel Sud del Libano.
Per il settore Ovest di Unifil hanno partecipato gli assetti di Italbatt (XVIII battaglione “Poggio Scanno” del 3° Reggimento bersaglieri di Teulada e 1° Gruppo Squadroni del Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°) di Salerno), unità di manovra del contingente ghanese, sud coreano, irlandese e polacco e della 5a Brigata delle LAF. Circa 50 i militari italiani schierati in poligono e numerose le armi, i sistemi d’arma e i mezzi utilizzati in dotazione all’Esercito Italiano, come i Vtlm “Lince” e le Blindo “Centauro”, che hanno sparato proietti da 105 mm NATO, compresi gli APFSDS-T (Armour Piercing Fin Stabilized Discarding Sabot -Tracer), con un raggio d’azione di circa 2 chilometri. Alle fasi finali dell’esercitazione hanno assistito il capo missione e comandante di Unifil, generale di divisione Stefano Del Col, e il comandante del settore Ovest, generale di brigata Andrea Di Stasio.
Il supporto alle LAF, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e all'assistenza alla popolazione libanese, è uno dei principali compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Ltc. Marco MELE
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RASSEGNA VIDEO: IL TERZO BERSAGLIERI IN LIBANO SULLA BLUE LINE
 

ITALBATT DONA MATERIALE SANITARIO A CROCE ROSSA TIRO

SHAMA, 9 OTTOBRE 2020 - Una notevole quantità di materiale sanitario è stata donata dal contingente italiano di Unifil alla Croce Rossa di Tiro, nel Libano del Sud. Si tratta di medicinali pediatrici, salvavita e terapeutici, sedie a rotelle, provette per analisi del sangue, guanti monouso, bendaggi di varia tipologia, pannoloni e giocattoli provenienti dall’Italia, che sono stati consegnati dai “caschi blu” italiani all’associazione libanese nel corso di una simbolica cerimonia, svoltasi a Tiro alla presenza della presidente della Croce Rossa della città, Mouzayan Silklawy Ajami, e del comandante di Italbatt, colonnello Carlo Di Pinto.
L’attività è frutto dello stretto coordinamento tra le realtà di volontariato locali e gli specialisti della cooperazione civile-militare del contingente italiano di Unifil, con l’intento di supportare i volontari libanesi nella lotta contro il Coronavirus. Nel ringraziare i militari italiani della missione in Libano per la vicinanza e il continuo supporto alla popolazione, la rappresentante della Croce Rossa ha evidenziato che il materiale ricevuto servirà per aiutare le fasce più povere della popolazione che abitano nei villaggi rurali più distanti dai centri ospedalieri. Nel suo intervento, il colonnello Di Pinto ha rimarcato che la donazione rientra tra le priorità della missione italiana nella “Terra dei cedri”, tesa al miglioramento continuo delle condizioni di vita del popolo libanese, con la consapevolezza che i materiali forniti potranno aiutare le municipalità dell’area di Tiro ad affrontare con più facilità l’emergenza rappresentata dalla pandemia in corso.
L’assistenza al governo libanese e, come in questa occasione, alle diverse realtà che supportano le istituzioni, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto delle forze armate libanesi, rientra tra i compiti assegnati al contingente di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Ltc. Marco MELE
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"TEMPESTA D'ACCIAIO": ADDESTRAMENTO CONGIUNTO PER CASCHI BLU ITALBATT E FORZE ARMATE LIBANESI
 

SANIFICATO DA CASCHI BLU ITALIANI FRANTOIO COMUNALE ALMA ASH-SHAAB

SHAMA, 8 OTTOBRE 2020 - Un nucleo di operatori specializzati del contingente italiano in Libano ha provveduto alla pulizia e alla sanificazione del frantoio comunale di Alma Ash-Shaab, un piccolo villaggio del distretto di Tiro, nel Sud del Libano. L’attività, coordinata dagli specialisti della cooperazione civile-militare di Italbatt, l’unità di manovra del contingente italiano di Unifil su base 3° Reggimento Bersaglieri, è stata avviata a seguito della richiesta di supporto da parte del sindaco della località libanese.
I “caschi blu” italiani, grazie all’utilizzo di un sanificatore di grande capacità, con getti di acqua calda ad alta pressione, hanno reso nuovamente utilizzabile il frantoio, con un intervento durato diverse ore. Ciò permetterà l’imminente riapertura al pubblico dell’infrastruttura agricola, in un periodo di fondamentale importanza per l’economia del piccolo paese del Sud del Libano, con la raccolta delle olive quasi conclusa e la successiva produzione di olio alimentare. La mancanza della macina del paese avrebbe significato un aggravio di spese difficilmente sostenibile per gli agricoltori libanesi, già alle prese con una pesante crisi economica, aggravatasi a causa della pandemia da Covid-19.
Il sindaco di Alma Ash-Shaab, nel ringraziare i militari italiani per la tempestività dell’intervento, ha ricordato lo storico legame che lega la comunità cristiana del suo paese al contingente italiano, sempre pronto e disponibile al supporto e alla collaborazione con le autorità locali. L’attività di cooperazione civile-militare, in sinergia con l’azione svolta dalle Nazioni Unite, dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e dal ministero della Difesa, ha permesso dal 2006, anno di inizio della missione Unifil, la realizzazione di progetti a “impatto immediato”, con interventi su ambiente, amministrazione civile e infrastrutture civili essenziali, tesi al miglioramento e al continuo sviluppo della società del Sud del Libano.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

FORUM INTERRELIGIOSO A SHAMA: CRISTIANI E ISLAMICI INSIEME PER LA PACE

SHAMA, 7 OTTOBRE 2020 - Perseguire una reale fratellanza attraverso il dialogo e la fiducia reciproca che aiutino a superare le paure verso il prossimo, facendo sì che la religione abbia quel ruolo vero di fabbrica della pace perpetua che è profondamente inscritto nel cuore di ogni uomo. Questi i temi emersi al termine dell’incontro interreligioso dal titolo “Un cammino comune verso la pace perpetua”, organizzato nella base “Andrea Millevoi MOVM” di Shama dal generale di brigata Andrea Di Stasio, comandante del contingente italiano in Libano, attualmente su base Brigata SASSARI.
L'incontro, svoltosi nel rispetto delle misure anti Covid ed in linea con i principi ispiratori fissati in occasione del primo forum interconfessionale promosso dai “caschi blu” italiani nel 2012, ha visto riuniti attorno a un tavolo i rappresentanti delle principali religioni monoteiste presenti nel Sud del Libano e la partecipazione straordinaria del capo missione e comandante di Unifil, generale di divisione Stefano Del Col. Hanno partecipato il nunzio apostolico in Libano, monsignor Joseph Spiteri, l’arcivescovo maronita di Tiro, monsignor Chucrallah-Nabil El-Hage, l’arcivescovo greco-melchita di Tiro, monsignor Michel Abrass, l’arcivescovo greco-ortodosso di Tiro, Sidone e Marjayoun, Elias Kfoury, il mufti sciita di Tiro Hassan Abdullah, il mufti sunnita di Tiro Medrar Al Habbal.
I lavori sono stati aperti dal generale Di Stasio il quale ha sottolineato l’importanza dell’operato dei peacekeeper nel variegato mosaico culturale del Libano del Sud, dove diverse comunità religiose vivono in straordinaria armonia, “grazie anche al comune e forte desiderio di confronto e di apertura. Poiché nel futuro ci saranno società multietniche, multiculturali e multireligiose - ha proseguito Di Stasio - occorrerà gettare ponti di dialogo per abbattere il muro delle differenze e riconoscere che la diversità non è una minaccia, bensì una ricchezza”. Parole condivise da tutte le autorità religiose, che nei loro interventi hanno avuto parole di apprezzamento e gratitudine nei confronti dei “caschi blu” italiani, “testimoni quotidiani del rispetto nei confronti di una differente cultura e tradizione”, per il contributo fornito al mantenimento della stabilità e della sicurezza nel Sud del Libano, “una terra in cui la convivenza è un valore irrinunciabile”.
“La pace, essendo un dono divino molto prezioso, dobbiamo custodirlo tutti con grande cura. La pace però, è anche opera delle nostre mani ed è per questo che possiamo parlare di un'opera divina e umana allo stesso tempo”. È quanto scrive il cardinale Miguel Ángel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, in un messaggio inviato a sorpresa ai partecipanti all'incontro interconfessionale. “Voi conoscete i pericoli che minacciano la pace a livello mondiale, regionale, come pure nel vostro caro Libano", scrive il porporato nel messaggio, letto dal nunzio apostolico in Libano, monsignor Joseph Spiteri, durante i lavori. “Per promuovere e custodire la pace qui e nel mondo intero - si legge ancora nel messaggio - impegniamoci davanti a Dio e davanti ai nostri fratelli e sorelle a rispettarli, apprezzarli e ad amarci a vicenda, a prescindere dall'appartenenza religiosa, confessionale, politica e partitica”.
A chiudere i lavori è stato il generale Del Col. Il capo missione e comandante di Unifil ha ringraziato il comandante del contingente italiano per la riuscita dell’iniziativa, “frutto di una consolidata tradizione, divenuta negli anni un punto di riferimento e occasione di approfondimento sui nuovi orizzonti della comunità interreligiosa libanese, nella quale i 'caschi blu' rivestono il ruolo conciliante di interpreti imparziali. Il recente annuncio dell’inizio della negoziazione per la definizione dei confini tra Libano e Israele - ha concluso Del Col - va nella direzione di rendere sempre più stabile l’area nello spirito della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu”. Nel corso dell’incontro, i leader religiosi delle comunità cristiane e islamiche hanno rinnovato l’impegno comune affinché in questo momento storico, al di là del credo religioso di ciascuno, si possa promuovere rispetto reciproco e amicizia fraterna, rafforzando il bene supremo della pace attraverso un cammino di vita leale e sincero.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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ITALBATT : I BERSAGLIERI DEL GLORIOSO TERZO ADDESTRANO LE LAF

AL MANSOURI UNP 1-26, 2 OTTOBRE 2020 - I peacekeeper di Italbatt, l’unità di manovra del contingente italiano di Unifil su base 3° Reggimento Bersaglieri, hanno organizzato e condotto il “Combat medical evacuation course”, una tre giorni addestrativa a favore delle forze armate libanesi volta a migliorare le conoscenze teoriche e le capacità pratiche dei soldati libanesi negli interventi di primo soccorso in combattimento, mediante la simulazione di diverse situazioni di emergenza sanitaria.
Il corso, condotto da personale medico e paramedico della task force italiana in una caserma delle Lebanese Armed Forces (LAF) a Tiro, ha raggiunto gli obbiettivi prefissati, permettendo di qualificare nella materia undici militari libanesi e di migliorare la coesione tra i reparti di Unifil e le LAF attraverso un proficuo scambio di esperienze. In particolare, sono stati simulati interventi di “Basic Life Support”, per il trattamento di ferite da arma da fuoco, fratture ossee e traumi da esplosione e - con la rappresentazione sul terreno di un incidente stradale simulato - sono state testate le procedure di estrazione, primo soccorso e sgombero del ferito.
Gli attestati di fine corso sono stati consegnati dal comandante di Italbatt, colonnello Carlo Di Pinto, durante una breve ma significativa cerimonia nella sede del quartier generale del South Litani Sector a Tiro, alla presenza delle autorità militari del Sud del Libano. Il supporto alle forze armate locali, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e all'assistenza alla popolazione libanese, è uno dei principali compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Ltc. Marco MELE
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CONTINGENTE ITALIANO REALIZZA NUOVE AULE PER UNA SCUOLA DI RUMAYSH

RUMAYSH, 30 SETTEMBRE 2020 - Il contingente militare italiano di Unifil, schierato nel Sud del Libano, ha ristrutturato il secondo piano dell’edificio scolastico “Nostra Signora del Libano” a Rumaysh. La consegna dei lavori è avvenuta in tempi record in vista della ripresa delle lezioni. Il progetto, finanziato con fondi del ministero della Difesa italiano, è stato realizzato dagli specialisti della cooperazione civile-militare del contingente in stretto coordinamento con le autorità locali, facendo ricorso a manodopera del posto, con positive ricadute economiche sul territorio.
Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato la direttrice della scuola, suor Maria Nassar che, con sentita riconoscenza e gratitudine, ha rivolto ai “caschi blu” italiani e all’Italia in generale, sentimenti di fratellanza sincera anche a nome dei docenti e dei tantissimi studenti che non hanno potuto essere presenti al simbolico taglio del nastro tricolore, per via delle misure precauzionali in atto per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19.
Il comandante del settore Ovest di Unifil, generale Andrea Di Stasio, ha richiamato con forza l’importanza del servizio reso dall’istituto scolastico guidato delle suore antoniane, “vero e proprio presidio educativo impegnato ad alimentare nelle giovani generazioni la conoscenza, la cultura della convivenza solidale tra diverse comunità religiose e l'applicazione dei principi di cittadinanza e di lotta contro ogni forma di discriminazione. La sicurezza, ma soprattutto la pace in Libano - ha concluso Di Stasio - non si costruisce solo con le Forze Armate”. “Nostra Signora del Libano” è un istituto comprensivo fondato e gestito dalle suore antoniane a Rumaysh, nel Sud del Libano. La scuola è frequentata da circa 600 studenti, bambini e ragazzi tra i 3 e i 14 anni di ogni estrazione sociale e credo religioso, provenienti dal villaggio e dai vicini paesi del distretto di Bint Jbeil. I lavori di ristrutturazione, eseguiti nel rispetto delle normative vigenti in Libano in materia di tutela, sicurezza e salute dei lavoratori, hanno interessato una superficie di 630 metri quadrati, spazio in cui trovano posto lunghi corridoi che collegano sette aule accoglienti, due moderni laboratori di informatica e scienze, un’aula didattica multimediale e tutti i servizi essenziali.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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LIBANO: “CASCHI BLU” ITALIANI AL LAVORO IN PORTO BEIRUT

SHAMA, 29 SETTEMBRE 2020 – Una task force di militari e civili di Unifil, tra i quali i “caschi blu” del contingente italiano in Libano, è al lavoro da domenica scorsa nell'area portuale di Beirut, con il compito di supportare le forze armate libanesi nelle operazioni di pulizia e di rimozione delle macerie accumulatesi nell’area e in altre zone della capitale investite dall’esplosione del 4 agosto. Le operazioni, richieste dalle autorità libanesi, dureranno tre settimane e serviranno alla riapertura del porto e alla riattivazione dei servizi pubblici. Gli assetti specialistici di Unifil effettueranno anche interventi in strade cittadine di particolare interesse e in alcune aree residenziali del centro di Beirut danneggiate dall’esplosione. La task force, inizialmente a guida francese, passerà poi nella fase operativa sotto il comando del tenente colonnello dell’Esercito Italiano Andrea Cubeddu, comandante dell’HQ support unit, l’unità di supporto alle attività operative del settore Ovest di Unifil.
La Task Force è articolata su un posto comando, due compagnie del genio (una cinese e una francese rinforzata da un assetto cambogiano) e tre team italiani, di cui uno specializzato CBRN (Chimico, Biologico, Radiologico e Nucleare) in grado di effettuare attività di rilevazione, identificazione, campionamento e decontaminazione delle aree di intervento, uno IEDD (Improvised Explosive Device Disposal) per l’eventuale disinnesco di ordigni esplosivi, e uno sanitario. Il supporto logistico dell’operazione è affidato a un’unità austriaca, a cui si aggiungono elementi della polizia militare tanzaniana, unità di force protection cingalesi e indonesiane, e assetti sanitari spagnoli. La decisione è stata presa in coordinamento con il Comando Operativo di vertice Interforze dello Stato Maggiore della Difesa, come accaduto negli istanti successivi all'esplosione, quando un convoglio del contingente italiano di Unifil, su ordine del generale di brigata Andrea Di Stasio, è entrato nella capitale libanese e nel porto di Beirut per sgomberare via terra i feriti ed estrarre il personale nazionale e delle Nazioni Unite.
Con riferimento alle operazioni in atto, permesse dalla risoluzione 2539 del 28 agosto 2020 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che autorizza Unifil “ad adottare misure temporanee e speciali per supportare il Libano e la sua popolazione a seguito dell’esplosione occorsa il 4 agosto al porto di Beirut”, il capo missione e comandante delle forze Onu in Libano, generale di divisione Stefano Del Col, ha affermato che “è un momento straordinario per Unifil, poichè ci consente di offrire un sostegno tangibile alla popolazione che versa in condizioni di bisogno. è importante che una missione come la nostra, con oltre 10.000 caschi blu sul terreno, possa aiutare questo paese che ci ospita da più di 42 anni”.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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"CASCHI BLU" COMPLETANO PROGETTO ILLUMINAZIONE PUBBLICA A MAZRAAT AL MUSHRIF

SHAMA, 28 SETTEMBRE 2020 - Un progetto di riqualificazione, adeguamento ed efficientamento energetico degli impianti dell’illuminazione pubblica della municipalità di Mazraat Al Mushrif, nel Sud del Libano, è stato completato e inaugurato dai militari del contingente italiano di Unifil, la Forza delle Nazione Unite schierata nel Paese dei cedri. Il progetto, interamente finanziato con fondi del ministero della Difesa e realizzato dai militari della cooperazione civile-militare del contingente nazionale, ha interessato un tratto di strada periferico che conduce al centro del villaggio. L’intervento di riqualificazione ha riguardato la sostituzione dei corpi illuminanti obsoleti e l’installazione di impianti a pannello fotovoltaico secondo le normative vigenti in materia di energie rinnovabili. I 24 punti luce installati, essendo alimentati a energia solare, consentono una drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
La simbolica cerimonia di inaugurazione si è svolta alla presenza del comandante del settore Ovest di Unifil, generale Andrea Di Stasio, e del sindaco di Mazraat Al Mushrif, Hassan Alloul. Unanime è stata la soddisfazione e la riconoscenza espressa dalle autorità presenti nei confronti dei militari italiani per il costante impegno profuso negli anni in Libano e, in questa particolare occasione, per il miglioramento della qualità della vita della popolazione locale, uno dei compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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MISSIONE IN LIBANO: AL VIA CORSO SENSIBILIZZAZIONE SUL COVID-19

AL QULAYLAH, 25 SETTEMBRE 2020 - I militari italiani della missione Unifil, la Forza delle Nazioni Unite nel Libano del Sud, hanno organizzato il “Covid-19 awareness course”, il primo di una serie di incontri dedicato alla prevenzione della diffusione del Coronavirus. Il corso ha posto al centro le donne, chiamate a svolgere un ruolo delicato e di preminente attualità anche in un’ottica di promozione della parità di genere. Al seminario ha partecipato una nutrita rappresentanza di donne provenienti dal distretto di Tiro e di soldatesse della cooperazione civile-militare delle Forze Armate libanesi. Tra i temi trattati, la centralità del ruolo delle donne nell’affrontare adeguatamente l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Coronavirus, mediante la conoscenza delle cause e delle misure igienico-sanitarie da adottare per prevenire il contagio, ed i comportamenti da attuare per proteggersi dagli effetti negativi dello stress dovuto alle restrizioni imposte, che rischiano di provocare un aggravio delle disuguaglianze preesistenti, con conseguenze sociali ed economiche controproducenti per le comunità del territorio.
Apprezzamento per la riuscita dell’iniziativa è stato espresso dal generale Andrea Di Stasio, comandante del settore Ovest di Unifil, che ha sottolineato la centralità del ruolo della donna “nel saper cogliere il valore universale e concreto del dialogo” e ricordato che la missione, come sancito dalla risoluzione 2433 del 2018, prevede l’assistenza alle autorità libanesi nel garantire la piena ed effettiva partecipazione, rappresentanza e coinvolgimento delle donne a tutti i livelli del processo decisionale. Al termine del corso, svoltosi alla presenza del sindaco di Al Qulaylah, Mohamad Chamali, sono stati distribuiti opuscoli informativi per la prevenzione del contagio da Covid -19 e specifici kit contenenti mascherine chirurgiche, guanti in lattice monouso e flaconi di gel disinfettante.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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EMERGENZA COVID-19: DONATE APPARECCHIATURE PER ANALISI TAMPONI

SHAMA, 19 SETTEMBRE 2020 - Anche i laboratori dell’ospedale di Tiro e di Bint Jbeil, tra i piu’ importanti presidi sanitari del Sud del Libano, hanno due nuove moderne apparecchiature per analizzare i tamponi, strumenti necessari e indispensabili per accertare i casi di positività al Covid-19.
I macchinari sono stati donati dal contingente italiano di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Sud del Libano, nel corso di una simbolica cerimonia alla quale hanno preso parte il comandante del contingente italiano, generale Andrea Di Stasio, il sindaco di Tiro, Hassan Mohammed Nabouq, il sindaco di Bint Jbeil, Afif Bazzi, e personale sanitario degli ospedali governativi delle due municipalità. Oltre alla strumentazione, sono stati donati 600 kit diagnostici nel quadro dei progetti di cooperazione civile-militare promossi dal contingente per la lotta all’emergenza Coronavirus.
L’attrezzatura, acquistata con fondi del ministero della Difesa italiano, si basa sulla metodica molecolare di reazione a catena della polimerasi (PCR), messa a punto in base alla sequenza genetica del virus Sars-Cov-2. Il tampone viene mandato in un laboratorio specializzato e, grazie a questo genere di apparecchiature, sarà possibile confermare o meno la presenza del virus, per poi procedere all’isolamento delle persone infette.
Unanime è stato il ringraziamento dei medici e dei primi cittadini di Tiro e Bint Jbeil al contingente italiano e in particolare all’Italia, non solo per la consueta vicinanza al popolo libanese, ma anche per la tempestività della donazione, frutto di un efficace coordinamento tra le autorità politiche e sanitarie locali, gli specialisti della cooperazione civile-militare del contingente italiano di Unifil e il Comando Operativo di vertice Interforze dello Stato Maggiore della Difesa a Roma. L’assistenza al governo libanese, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle forze armate libanesi, è uno dei compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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CASCHI BLU UNIFIL SI ESERCITANO PER EVACUAZIONE CIVILI NAZIONI UNITE

NAQOURA, 18 SETTEMBRE 2020 -Nella sede del quartier generale della missione delle Nazioni Unite in Libano, si è conclusa oggi l’esercitazione “Quadriga 2020”, alla quale hanno preso parte anche i caschi blu italiani di UNIFIL. L’esercitazione, che ha visto impiegati in maniera sinergica e combinata assetti italiani di Italbatt, unità di manovra del contingente italiano su base 3° Reggimento bersaglieri della Brigata SASSARI, ed elementi della Force Commander Reserve su base franco-finlandese, ha avuto lo scopo di verificare i piani ed affinare le procedure d’intervento immediato da adottare in caso di un innalzamento della tensione nel sud del Libano, tale da richiedere l'evacuazione o il trasferimento in zona sicura del personale civile di UNIFIL e dei loro familiari.
L’attività, condotta nel rispetto delle restrizioni legate all’emergenza Covid-19, si è svolta nell’area addestrativa di “Green Hill”, a Naqoura, e ha permesso alle unità esercitate di verificare le funzioni di comando e controllo, mediante l’impiego dei sistemi di comunicazione digitalizzati di UNIFIL, mantenendo alto il livello di addestramento e di interoperabilità raggiunto tra le unità dei diversi contingenti.
L’Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, il generale di divisione Stefano Del Col, ha seguito in prima persona l’attività, avvalendosi del personale di staff del proprio comando, al fine di valutare la corretta esecuzione delle procedure da parte delle unità esercitate. Presenti alle fasi finali dell’esercitazione, anche il comandante del settore Ovest di UNIFIL, il generale di brigata Andrea Di Stasio, e il capo di stato maggiore della missione, brigadier generale Jean - Pierre Fague. Gli uomini e le donne delle forze armate italiane, che dal 2006 operano nell’ambito della missione UNIFIL, hanno come obiettivi principali il monitoraggio costante della Blue Line al fine di garantire la cessazione delle ostilità tra Libano e Israele, il supporto alla popolazione locale, attraverso la componente di cooperazione civile-militare (CIMIC) e il supporto alle Forze Armate Libanesi, attraverso il coordinamento, la pianificazione e l’esecuzione di attività addestrative e operative congiunte.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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EMERGENZA COVID-19, ITALBATT CONSEGNA MATERIALE SANITARIO

BURJ ASH SHAMALI, 16 SETTEMBRE 2020 - I militari del contingente italiano di Unifil che operano nel Sud del Libano hanno effettuato una consegna di materiale sanitario, tra cui ausili ortopedici, defibrillatori portatili, barelle, sedie a rotelle, kit di primo soccorso e giocattoli, a favore di un’associazione di protezione civile libanese, gli scout “Al Rissalah”, da sempre impegnata in interventi di primo soccorso, antincendio, sostegno alla popolazione in caso di pubbliche calamità e nella promozione della pace e dell’unità tra i popoli.
L’attività è stata condotta nel villaggio di Burj Ash Shamali, a pochi chilometri da Tiro, dai “caschi blu” italiani di Italbatt, l’unità su base 3° Reggimento bersaglieri, schierati da poco più di un mese nel Sud del Libano sotto l’egida dell’Onu, nel delicato compito di garantire la stabilità dell’area e supportare la popolazione libanese, soprattutto in questo difficile periodo di crisi economica e di pandemia da Covid-19. Il sindaco di Burj Ash Shamali, Ali Deeb, e il presidente dell’associazione “Al Rissalah”, Ahmed Taleb, hanno ringraziato i peacekeeper italiani per la vicinanza e la solidarietà verso la popolazione civile e affermato che la donazione servirà a garantire il necessario sostegno dei più deboli e dei piu’ bisognosi. Il colonnello Carlo Di Pinto, comandante del reggimento italiano di Unifil, nel ringraziare i giovani volontari libanesi per l’importante e fondamentale lavoro che essi svolgono nel territorio, ha espresso tutta la sua soddisfazione e quella dei suoi soldati nell’aiutare il popolo libanese, così vicino all’Italia e alla Sardegna per storia e cultura, con la speranza che questi gesti di solidarietà possano alleviare le sofferenze provocate dalla crisi economica e dall’emergenza sanitaria scaturita dalla pandemia.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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LA SOLIDARIETÀ DEI "CASCHI BLU" DI ITALBATT: DONAZIONE PER BIMBI LIBANO DEL SUD

AL MANSOURI UNP 1-26, 15 SETTEMBRE 2020 - Un’importante consegna di medicinali, vestiario, giocattoli e materiale scolastico è stata effettuata dai caschi blu del contingente italiano di Unifil a favore di bambini libanesi e di centinaia di piccoli profughi. “Si è trattato di una grandissima opportunità anche per i nostri soldati”, ha dichiarato il colonnello Carlo Di Pinto, comandante di Italbatt, l’unità di manovra su base 3° Reggimento bersaglieri della Brigata SASSARI responsabile della consegna del materiale.
“Questo genere di iniziative - ha proseguito il col. Di Pinto - costituiscono la pietra miliare dell’operato che Unifil intende lasciare in eredità alle future generazioni, specialmente quelle più bisognose del Libano del Sud”. L’attività rientra nell’ambito dei progetti di cooperazione civile-militare del contingente italiano. Parole di apprezzamento sono state espresse dalla congregazione dei Fratelli Maristi, cui è stato consegnato il materiale, che si occupa dell’educazione dei bambini e dei giovani, in particolare di quelli più bisognosi. L'attività è stata possibile grazie alla solidarietà della Caritas diocesana di Salerno e di Sant’Angelo dei Lombardi, della sezione salernitana dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, della parrocchia di Santa Maria della Misericordia di Olivetro Cita e della casa editrice Panini.
L’assistenza alla popolazione libanese, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle forze armate libanesi, è uno dei compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
La Joint Task Force Lebanon – Sector West, attualmente su base base Brigata SASSARI, e' al comando del generale di Brigata Andrea Di Stasio. Del contingente fanno parte oltre 1.000 militari italiani, tra i quali circa 450 "sassarini", che operano insieme ai peacekeeper provenienti da 16 nazioni (Italia compresa): Armenia, Bielorussia, Brunei Darussalam, Corea del Sud, Ghana, Irlanda, Kazakistan, Macedonia del Nord, Malesia, Malta, Polonia, Serbia, Slovenia, Tanzania e Ungheria.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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COMANDANTE UNIFIL GENERALE DEL COL INCONTRA "CASCHI BLU" DEL SECTOR WEST

SHAMA, 11 SETTEMBRE 2020 - A pochi giorni dalla conclusione del forum tripartito presieduto fra gli alti rappresentanti delle forze armate libanesi e israeliane nella postazione Onu di Ras Naqoura, il generale di divisione Stefano Del Col, capo missione e comandante della Forza di interposizione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud, ha incontrato i “caschi blu” del Sector West di Unifil, il contingente multinazionale su base Brigata SASSARI.
"Il consolidato successo della missione Unifil lo si deve alla dedizione, al sacrificio, al senso del dovere e della responsabilità di ognuno di voi" ha esordito il generale Del Col nel suo indirizzo di saluto ai peacekeeper schierati nella base UNP 2-3 di Shama, intitolata alla memoria della Medaglia d'Oro al Valor Militare Andrea Millevoi. Riferendosi alla "calma fragile" che regna nell’area sotto la sua giurisdizione "considerando il delicato contesto politico, economico e sociale che rischia di aggravarsi vista l'emergenza sanitaria in corso", Del Col ha sottolineato il delicato impegno dei militari del contingente a guida italiana, chiamati a garantire, con imparzialità e trasparenza, il rispetto della risoluzione 1701 e successive del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nel fare riferimento ai difficili anni della guerra civile e al disastroso conflitto che ha insanguinato il Libano nel 2006, il comandante di Unifil non ha esitato a definire "straordinari" i progressi della missione nel "Paese dei cedri" ed esortato i "peacekeeper" a "continuare a garantire la stabilità dell’area attraverso il mantenimento della cessazione delle ostilità, supportare le forze armate libanesi e ricercare il consenso unanime della popolazione locale" mediante la realizzazione di progetti di cooperazione civile-militare.
Quanto ai tratti distintivi della missione, il generale ha posto l’accento sull’importanza dell’ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, la 2539 dello scorso 28 agosto, che ha rinnovato per un altro anno il mandato di Unifil e gettato le basi per un’ulteriore sinergia tra la missione e le parti verso gli obiettivi del mandato. "Siamo pronti ad aiutare e a continuare a fornire ogni assistenza e sostegno al popolo libanese anche a seguito della tragica esplosione al porto di Beirut del 4 agosto scorso", ha concluso il generale Del Col, che ha lodato la capacità di risposta di Unifil e del Sector West. Sin dalle primissime ore successive all'esplosione, infatti, un convoglio del contingente italiano, in coordinazione con il Comando Operativo di Vertice Interforze dello Stato Maggiore della Difesa, è entrato a Beirut per sgomberare via terra i feriti ed estrarre il personale nazionale e dell'Onu dalle macerie. La visita dell’Head of Mission e Force Commander è stata l’occasione per inaugurare lo stemma Unifil disegnato all’ingresso del quartier generale di Sector West, raffigurante lo stemma dell’Onu, sormontato dalle bandiere nazionali italiana e libanese, con alla base la scritta “All together!”, quale sprone a lavorare tutti insieme per la pace.
Il generale di divisione Stefano Del Col, quarto italiano a capo e comandante di Unifil, una delle missioni delle Nazioni Unite più importanti con oltre 10.000 uomini sul terreno, è stato accolto al suo arrivo dal generale di brigata Andrea Di Stasio, sotto il cui comando operano 3.800 "caschi blu" (1.000 gli italiani) di 16 dei 45 paesi contributori alla missione di pace istituita nel 1978.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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CONTINGENTE ITALIANO RESTAURA REPARTO EMATOLOGIA OSPEDALE BINT JBEIL

SHAMA, 10 SETTEMBRE 2020 - Il reparto di ematologia dell'ospedale di Bint Jbeil è stato sottoposto ad un importante intervento di restauro grazie a un progetto di sviluppo del settore sanitario portato a termine dal contingente italiano di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata al confine con lo stato di Israele.
I lavori, progettati e diretti dal contingente e realizzati con fondi del Ministero della Difesa, hanno riguardato la manutenzione straordinaria del primo piano dell'ospedale governativo, un'area di circa 680 metri quadrati che può contare su 16 stanze doppie, per un totale di 32 posti letto, destinati alla cura di pazienti affetti da malattie del sangue, anche molto gravi, quali leucemie, linfomi e mielomi. “I lavori di ristrutturazione hanno dato vita a un reparto moderno e all'avanguardia che permetterà di aumentare la qualità e il comfort dell’assistenza clinica ai pazienti”, ha affermato il direttore dell'ospedale, Taufil Farj, a margine della cerimonia di inaugurazione, alla quale hanno partecipato il sindaco di Aytarun, Salim Mrad, il sindaco di Yarun, Ali Tehfeh, e il comandante del settore Ovest di Unifil, generale di brigata Andrea Di Stasio.
“Grazie all'intervento del contingente italiano, al quale va il nostro ringraziamento per la vicinanza e la consueta attenzione al soddisfacimento delle esigenze di carattere sanitario del distretto, sarà possibile riprendere a pieno ritmo le attività connesse con la diagnosi e la cura di patologie ematiche che possono colpire anche le fasce più giovani della popolazione”. Come ha spiegato il direttore dell'ospedale, il reparto si conferma sempre di più “un’eccellenza nel campo dell'assistenza e del consolidamento dell’emergenza-urgenza dell’intero governatorato di Nabatiye”.
“Il diritto di ogni cittadino alla salute - ha sottolineato il generale Di Stasio - è fondamentale per il benessere e la prosperità del Paese. Sono questi i cardini per l’elevazione della dignità dell’individuo in ogni società e quindi di primario interesse anche per l'intero popolo libanese. Per questa ragione ho condiviso immediatamente la proposta e la necessità di intervenire tempestivamente, compatibilmente con i tempi di progettazione ed esecuzione dei lavori, nella realizzazione di questo progetto, perseguendo il ripristino e la piena funzionalità della struttura sanitaria nel minor tempo possibile”.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
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ESPLOSIONI IN PORTO BEIRUT: MINUTO DI SILENZIO NELLE BASI UNIFIL IN MEMORIA VITTIME

BASI UNIFIL, 4 SETTEMBRE 2020 - Oggi, a un mese dalle esplosioni nel porto di Beirut, le forze di pace di UNIFIL osservato un minuto di silenzio pregando per le vittime.
"Siamo solidali con le famiglie delle vittime, col popolo del Libano - questo il twett sul profilo ufficiale di UNIFIL - piangendo la perdita di tante vite e lodando le azioni eroiche di tutti i soccorritori".

UNIFIL: GEN. DEL COL PRESIEDE INCONTRO TRIPARTITO CON LAF E IDF

NAQOURA, 3 SETTEMBRE 2020 - Il capo Missione e comandante della Forza UNIFIL, generale di Divisione Stefano Del Col, ha presieduto oggi un incontro tripartito con alti ufficiali delle Forze Armate libanesi (LAF) e delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) nella base ONU a Ras Al Naqoura. Durante la riunione, la terza dopo l'inizio dellì'epidemia di COVID-19 tenuta con un ordine del giorno ridotto a causa delle restrizioni sanitarie in atto, le discussioni si sono focalizzate sulla situazione lungo la Blue Line, sulle violazioni aeree e terrestri, nonché su altri aspetti contemplati dal mandato dell'UNIFIL ai sensi della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Il generale Del Col ha espresso forti preoccupazioni per due recenti episodi di violazione della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele avvenuti il 27 luglio e il 25 agosto, e le tensioni cresciute lungo la linea di confine. Del Col ha aggiornato le parti sulle indagini che UNIFIL sta svolgendo sugli incidenti e ha chiesto misure urgenti per evitare che si ripetano. "Le vostre azioni lungo la Blue Line dovrebbero essere prioritarie verso la riduzione della tensione e della de-escalation avvalendovi - ha detto Del Col - delle nostre collaudate modalità di collegamento e coordinamento ed evitando azioni unilaterali".
Guardando al futuro, il capo Missione dell'UNIFIL ha informato le delegazioni sull'adozione la scorsa settimana della risoluzione 2539 da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che ha rinnovato il mandato dell'UNIFIL per un altro anno. "Il Consiglio di sicurezza, nel rinnovare il mandato dell'UNIFIL, ha chiarito le sue aspettative dalla Missione, ma soprattutto da entrambe le parti. Ora è importante che lavoriamo insieme con rinnovata energia verso gli obiettivi posti - ha concluso - e, a tal fine, non vedo l'ora che il vostro impegno proattivo con UNIFIL aumenti in futuro".
Il Generale Del Col si è complimentato con le parti per il riconoscimento da parte del Consiglio di sicurezza del ruolo "costruttivo" svolto dal forum tripartito nel facilitare il coordinamento e nella de-escalation delle tensioni, osservando che il Consiglio ha incoraggiato UNIFIL a rafforzare le capacità del meccanismo tripartito. "Questo forum ha dimostrato la sua validità - ha detto Del Col - raggiungendo accordi pratici su questioni controverse. Agiamo attivamente su questo per esplorare ulteriori strade in grado di portare una maggiore stabilità lungo la linea blu".
Le riunioni tripartite si sono svolte regolarmente sotto l'egida di UNIFIL dalla fine della guerra del 2006 nel sud del Libano, dimostrandosi meccanismo essenziale di gestione dei conflitti e di costruzione della fiducia.
FONTE: UNIFIL- UN MISSION

EMERGENZA SANITARIA IN LIBANO: RACCOLTA STRAORDINARIA DI SANGUE AL SECTOR WEST

SHAMA, 2 SETTEMBRE 2020 - Rispondere alla necessità improrogabile di sangue ed emoderivati per poter fronteggiare contemporaneamente un'emergenza come quella rappresentata dal virus Sars-CoV-2, che rischia di provocare un calo delle scorte nel paese, e di quelle per le migliaia di persone rimaste ferite nella tragica esplosione del 4 agosto scorso che ha devastato l'area del porto di Beirut. Sono queste le ragioni che hanno spinto i “caschi blu” del contingente italiano ad organizzare una raccolta straordinaria di sangue.
Sentimenti di riconoscente gratitudine per la riuscita dell'iniziativa sono stati espressi dal coordinatore della Croce Rossa per il Sud del Libano, Ali Saad, a conferma dello storico legame di amicizia e vicinanza esistente tra il Libano e l'Italia. “La donazione odierna è un gesto spontaneo, espressione di supporto concreto alla popolazione libanese che va ben oltre le parole - ha affermato Ali Saad - il sangue è indispensabile per salvare la vita di chi lo riceve soprattutto in un periodo in cui le banche del sangue si svuotano ed occorre sopperire alla carenza di emoderivati quale reale necessità a seguito della disgrazia di Beirut. Sono numerosi, infatti, i pazienti che vengono trasfusi ogni giorno negli ospedali del Libano, molti dei quali sono persone rimaste coinvolte proprio nella spaventosa esplosione che ha investito il porto e diversi quartieri limitrofi della capitale”.
Il generale Andrea Di Stasio, comandante del contingente italiano di Unifil, ha invece sottolineato come la donazione di sangue rappresenti “una delle tante espressioni di vicinanza dei 'caschi blu' italiani nei confronti del popolo libanese, ma soprattutto un gesto di vera amicizia che abbiamo sentito in questo particolare momento di bisogno che sta attraversando il paese. Nonostante i rischi legati al Covid-19, non possiamo, nè tantomeno vogliamo fermare le nostre attività, perché proprio questo è per noi il momento in cui dobbiamo essere vicini al Libano e supportarlo per superare insieme ogni difficoltà”. Analoghe iniziative, coordinate dai militari della cooperazione civile-militare, saranno infatti intraprese nelle prossime settimane con l'avvio di un programma di donazioni periodiche da parte dei “caschi blu” di altre nazioni che operano sotto il comando italiano di Unifil.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

CONTINGENTE ITALIANO RISTRUTTURA A QANA MENSA CENTRO PER BIMBI CON DISABILITÀ

SHAMA, 31 AGOSTO 2020 - Un progetto di rinnovamento finalizzato a migliorare la qualità della vita dei ragazzi “speciali” che vivono la struttura, a rendere più efficiente il centro, offrire una gamma di servizi più ampia ed attagliata alle esigenze degli utenti. Questo, in sintesi, il progetto che i “caschi blu” del contingente italiano di Unifil hanno realizzato nel centro “Al-Basma Center for special needs”, la struttura riabilitativa che si occupa della cura, dell'istruzione e dell’integrazione dei giovani diversamente abili di Qana, un villaggio di circa diecimila abitanti a sud-est di Tiro, nel Libano meridionale.
In particolare, l’intervento complessivo ha riguardato lavori di adeguamento delle condizioni di sicurezza dell'immobile e una nuova destinazione d'uso dei locali che ha interessato gli spazi della mensa, realizzata ex novo secondo moderni standard di efficientamento energetico e di adeguamento degli impianti, uno spazio che darà modo ai ragazzi di rendersi sempre più autonomi e di sperimentare momenti di aggregazione e convivialità. Grazie a questo progetto, realizzato dal contingente italiano di Unifil con fondi del ministero della Difesa, gli assistenti sociali del centro potranno garantire agli ospiti il mantenimento e lo sviluppo di abilità nell'ambito cognitivo, dell'autonomia personale, sociale, affettiva e, dove è possibile, occupazionale.
Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti il sindaco di Qana Mohammed Hassan Kresht, il direttore dell'istituto Hassan Daklallah e il generale di brigata Andrea Di Stasio, comandante del settore Ovest di Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud. “Il tema della disabilità e la conquista di autonomia e inclusione sociale delle persone che ne sono affette richiedono grande attenzione e sensibilità”, ha dichiarato il generale Di Stasio. “Sono convinto, infatti, che sia estremamente importante investire nella dimensione culturale ed educativa dell’accoglienza in tutti gli ambiti della nostra società, perché nessuno ne resti ai margini. Noi militari - ha concluso Di Stasio - scegliamo di fare i soldati per realizzare il sogno della pace e per supportare le persone piu’ deboli alle quali, attraverso questo progetto, stiamo dando un futuro migliore”. "E’ un giorno importante - ha commentato il sindaco di Qana - in cui si finalizza un autentico atto di solidarietà. Desidero ringraziare sentitamente il contingente italiano di Unifil che ha reso possibile tutto questo e manifestare la nostra riconoscenza per l'impegno e la continua vicinanza nei confronti di una delle fasce piu’ deboli della nostra popolazione. Da sempre il Libano e l'Italia sono paesi uniti da legami antichi e profondi".
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

PEACEKEEPER ITALIANI DONANO IMPIANTI A COOPERATIVA CASEARIA DISTRETTO BINT JBEIL

SHAMA, 27 AGOSTO 2020 - Aumentare considerevolmente i volumi di raccolta e di conservazione del latte proveniente dai soci produttori, incrementando così una produzione casearia diversificata e di qualità a chilometro zero che, facendo ricorso a manodopera del posto, possa ingenerare ricadute economiche positive sul territorio. Sono questi gli obiettivi che i dirigenti della cooperativa comunale del latte di Aytarun, nel distretto di Bint Jbeil, si prefiggevano di raggiungere e che ora sono diventati realtà grazie al determinante contributo del contingente italiano di Unifil che ha finanziato e realizzato la costruzione di un nuovo reparto per la conservazione del latte e la stagionatura dei prodotti caseari, ma anche progettato l'adeguamento tecnologico dello stabilimento mediante la fornitura di impianti e macchinari all'avanguardia per la trasformazione del latte.
E’ stato il sindaco di Aytarun, Selim Mourad, a darne notizia nel corso di una breve cerimonia alla quale ha preso parte il generale Andrea Di Stasio, comandante del contingente italiano di Unifil, la Forza d’interposizione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud. Dopo il taglio del nastro, unanime è stato il ringraziamento che il sindaco di Aytarun e i dirigenti della cooperativa hanno rivolto all'Italia per la grande attenzione a un progetto che punta a valorizzare e rendere ancora più competitiva la cooperativa a livello locale. Nel rivolgersi ai presenti, il generale Di Stasio ha espresso la propria soddisfazione nell'aver sostenuto una delle realtà di maggior rilievo nel settore lattiero-caseario del distretto di Bint Jbeil, sia dal punto di vista economico, per il volume d'affari sviluppato, sia dal punto di vista sociale per la stragrande maggioranza delle persone, non solo del comune di Aytarun, ma anche di quelli limitrofi che, in qualità di soci produttori di latte o di dipendenti, trarranno beneficio dall'attività del caseificio. In questa situazione di assoluta emergenza dovuta alla diffusione del Coronavirus, le strutture cooperative temono infatti di non essere più in grado di trasformare tutto il latte raccolto dai loro soci con la conseguenza di un drastico crollo delle vendite di molti prodotti trasformati. Risolutivo, in tal senso, è stato l'intervento del contingente italiano di Unifil grazie al quale la cooperativa, insieme a tutti gli operatori del settore, potrà intraprendere ogni possibile misura pur di non arrivare al fermo dell'attività e puntare ad un ulteriore salto di qualità, garantendo ai consumatori l’assoluta eccellenza e freschezza dei propri prodotti, assicurandone una tracciabilità giornaliera fino alla stalla d’origine.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

UNIFIL SECTOR WEST, CERIMONIA CONSEGNA MEDAGLIE ONU A MALBATT

MA'RAKAH CAMP (UNP 2-1 ), 26 AGOSTO 2020 - Presieduta dal comandante del Settore Ovest della missione UNIFIL, Generale di Brigata Andrea Di Stasio, si è svolta nella base UNP 2-1 di Ma'rakah la cerimonia di consegna delle medaglie ONU ai peacekeeper di MALBATT.
La consegna delle medaglie ONU è un atto importante che riconosce la dedizione di coloro che hanno servito in UNIFIL per mantenere la pace nel sud del Libano e aiutare la popolazione nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nel suo discorso il Comandante del settore ovest ha ringraziato il governo malese per la sua partecipazione, fin dal 2007, alla missione UNIFIL e ha elogiato i peacekeeper di MALBATT 850-7 per lo spirito di unità, impegno, determinazione e il livello professionale espresso. IL Generale Di Stasio ha poi ricordato come UNIFIL stia attualmente affrontando la pandemia di COVID-19 che sta interessando anche il sud del Libano. Tuttavia l'impegno della Brigata multinazionale del Settore Ovest e di MALBATT 850-7 non è diminuito e i peacekeeper hanno adottato le misure precauzionali necessarie per salvaguardare se stessi e la popolazione locale dal contagio, continuando però ad assolvere al proprio compito senza che le attività operative subissero flessioni.
FONTE: #MALBATT8507 #DEVOTEDTOWARDSPEACE

 

VENTILATORI POLMONARI A OSPEDALI TIRO IN DONO DA CONTINGENTE ITALIANO

SHAMA, 23 AGOSTO 2020 - Quattro ventilatori polmonari di ultima generazione vanno ad aggiungersi ai macchinari già presenti all'interno dei reparti di rianimazione e pneumologia degli ospedali della municipalità di Tiro, alcuni tra i principali presidi sanitari del Sud del Libano maggiormente coinvolti nell'assistenza della popolazione locale colpita dal Coronavirus. E’ la risposta del contingente italiano di UNIFIL dal 27 luglio a guida Brigata SASSARI all'appello lanciato dal direttore degli ospedali pubblici di Tiro Mohamad Hamade per far fronte all’emergenza Covid-19 che in Libano ha fatto registrare già numerose vittime.
“Stando ai dati forniti dal ministero della Salute Pubblica, i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati dall'inizio dell'emergenza sanitaria stanno aumentando in modo significativo, ancor piu’ che in passato - spiega il sindaco di Tiro, Hassan Mohammed Dabouq - percio’ ringraziamo il contingente italiano di UNIFIL che si è mosso fin da subito per questa importante donazione che consentirà la creazione di ulteriori due nuove postazioni strettamente necessarie e indispensabili per la gestione dei pazienti affetti da Coronavirus”. “Queste apparecchiature ci permetteranno di ammodernare e di ingrandire la shock room della terapia intensiva dei nostri ospedali che durante l'emergenza Covid è il cuore delle attività rianimatorie - precisa il prefetto di Tiro Mohammed Ali Jaffal - potremo finalmente contare su un reparto pronto a rispondere alle esigenze di emergenza-urgenza del territorio".
Riguardo alla difficile situazione economica che sta vivendo il Paese, il generale Andrea Di Stasio, comandante del settore Ovest di UNIFIL, ha sottolineato che il contingente italiano, oltre a garantire la stabilità di quest’area cruciale per gli equilibri del Medio Oriente, “continuerà ad assistere le forze armate libanesi e a sostenere la popolazione locale in questo difficile momento. Voglio che il contingente italiano stia vicino alla popolazione libanese in questo momento cruciale di crisi politica, economica e sanitaria. Proprio ora, con i fatti, dobbiamo assolvere alla missione di pace 'perpetua' dell’Onu”. La donazione dei ventilatori polmonari, interamente finanziata con fondi italiani, rientra nell'ambito dei progetti di cooperazione civile-militare che il contingente italiano porta avanti da anni per garantire l'assistenza alla popolazione libanese che, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle Forze Armate locali, è uno dei principali compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

CONTINGENTE ITALIANO DONA STRUMENTI OTTICI ALL'OSPEDALE DI TURA

SHAMA, 18 AGOSTO 2020 - Tre strumenti specialistici ad alta precisione, indispensabili per un’accurata osservazione e ispezione dei bulbi oculari, sono stati donati dal contingente italiano in Libano al poliambulatorio di Tura, località di circa cinquemila abitanti a pochi chilometri da Tiro. La strumentazione consentirà ai medici oculisti della struttura sanitaria di effettuare approfonditi esami diagnostici oftalmologici, individuando precocemente eventuali patologie anche nei pazienti ospedalizzati, non ultima la congiuntivite virale da Coronavirus, sintomo precoce della malattia, difficilmente identificabile rispetto alle comuni e molto diffuse congiuntiviti.
“Gli occhi e in particolare la congiuntiva - spiega il tenente colonnello Lucius Occhiolini, medico del contingente italiano,  - possono essere una porta di ingresso per il Coronavirus che viene poi trascinato tramite le vie di deflusso delle lacrime all’interno del naso e della gola. Molto spesso questa manifestazione rappresenta il primo segno di una infezione e pertanto va precocemente riconosciuta”. La consegna della strumentazione, organizzata nel rispetto delle misure di sicurezza sanitarie per l’emergenza Coronavirus, si è svolta alla presenza del comandante del contingente italiano di Unifil, generale Andrea Di Stasio, del sindaco di Tura Mohammed Haider e del sindaco di Tiro Hassan Mohammed Nabouq, nel ruolo di presidente dell’Unione delle municipalità di Tiro. “L’Italia ha sperimentato il dolore per la perdita di tantissime vite umane e vissuto appieno la gravità della situazione - ha affermato il generale Di Stasio - per questo l’idea della donazione è stata immediata, sin dai primi istanti del mio comando, dopo un dialogo aperto con le principali autorità governative del territorio. Durante questa emergenza sanitaria senza precedenti per il Libano, che si trova a fare i conti anche con una gravissima crisi economica e politica, la risposta verso i nostri fratelli libanesi è stata unanime e forte e il contingente italiano ha fatto la sua parte, attivandosi immediatamente per capire come dare il proprio contributo”.
I due importanti esponenti locali hanno ringraziato i "caschi blu" italiani e sottolineato l’importanza della donazione nei confronti della municipalità locale, “indispensabile per affermare il diritto primario di accesso della popolazione a un’assistenza specialistica di qualità nelle cure oftalmologiche da erogare ai pazienti”. L'assistenza alla popolazione libanese, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle forze armate locali, è infatti uno dei principali compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

ROMA, 7 AGOSTO 2020 - In collegamento da Shama dalla base UNP 2-3, intitolata alla memoria della Medaglia d'Oro al Valor Militare Andrea Millevoi, sede del quartier generale del contingente italiano e del settore occidentale della missione Unifil, il portavoce del contingente e della Brigata SASSARI, Ten. Col. Marco Mele, racconta a Radio Esercito qual è la situazione a Beirut e le azioni messe in atto per portare i primi soccorsi e aiutare la popolazione di Beirut.
FONTE: RADIO ESERCITO.

LIBANO: ARRIVATI A BEIRUT PRIMI DUE VOLI CON AIUTI ITALIANI

BEIRUT, 7 AGOSTO 2020 - Sono arrivati ieri a Beirut i primi due due velivoli C-130J della 46ª Brigata Aerea di Pisa, con a bordo un team composto da Vigili del Fuoco e personale dell’Esercito Italiano specializzato ad operare in contesti caratterizzati da minaccia CBRN (Chimica, Batteriologica, Radiologica e Nucleare), con materiale umanitario e medico.
Anche il comando del Sector West di Unifil, a guida italiana, ha inviato a Beirut assetti specializzati CBRN, medici e psicologi. L'aiuto italiano al Libano continuerà, come ha confermato il ministro degli esteri Luigi Di Maio in una telefonata col suo omologo libanese Charbel Wehbe. "Il Libano - ha detto Di Maio - può contare su sostegno incondizionato dell'Italia, pronta a fornire l'assistenza necessaria per questa emergenza senza precedenti".

ITALAIR COMMEMORA CADUTI VOLO "CHARLIE FOUR" DEL 6 AGOSTO 1997

NAQOURA, 6 AGOSTO 2020 - Nell’eliporto del Quartier Generale della missione delle Nazioni Unite in Libano, sono stati ricordati i Caduti dell’incidente aereo avvenuto il 6 agosto 1997 costato la vita a 5 peacekeeper. Quella notte, un elicottero AB-205 della Task Force Italair, mentre effettuava un volo di addestramento notturno tra le basi UNP 6-44 e UNP 6-41, a causa di un improvviso peggioramento delle condizioni meteorologiche, precipitò al suolo incendiandosi.
Nello schianto morirono quattro militari italiani e un irlandese. L’equipaggio era costituito da due piloti, i maggiori dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) Antonino Sgrò e Giuseppe Parisi e dal tecnico specialista, il primo maresciallo Massimo Gatti. A bordo, come passeggeri, anche il brigadiere dell’Arma dei Carabinieri Daniel Forner e il sergente irlandese John Lynch.
Al termine della cerimonia, svoltasi in forma ridotta e sobria nel rispetto delle misure connesse con l’emergenza Coronavirus, il comandante del contingente italiano di Unifil e pilota dell’AVES, generale di brigata Andrea Di Stasio, accompagnato dal tenente colonnello Andrea Onofri della Task Force "Italair", ha deposto una corona di alloro in memoria dei Caduti del volo “Charlie four” presso il monumento in loro onore, benedetto dal cappellano militare del contingente, don Pietro Murgia.
Parole di profonda gratitudine per i Caschi Blu che hanno dato la vita nell’adempimento del proprio dovere sono state espresse nella breve allocuzione del tenente colonnello Onofri che ha rigraziato sentitamente gli equipaggi di Italair “per la dedizione al servizio e per il significativo contributo che forniscono, contribuendo quotidianamente alla stabilità e alla sicurezza nel Sud del Libano”.
La Task Force Italair, impiegata direttamente dal generale di divisione Stefano Del Col, Head of Mission e Force Commander di Unifil, è composta principalmente da piloti, tecnici operatori di bordo e personale di supporto del 2° Reggimento Aves “Sirio” di Lamezia Terme, con il concorso di personale effettivo ad altri reparti dell’AVES e di equipaggi di volo della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare. Le missioni di volo svolte rientrano tra le peculiarità dell’AVES tra cui spiccano le attività di evacuazione sanitaria, ricognizione, collegamento e trasporto.
FONTE: DIFESA.IT

LANCIERI MONTEBELLO (8°) CEDONO COMANDO ITALBATT AI SASSARINI DEL 3° BERSAGLIERI

AL MANSOURI UNP 1-26, 5 AGOSTO 2020 - Con la resa degli onori allo Stendardo del Reggimento “Lancieri di Montebello” (8°), che lascia il Libano, e alla pluridecorata Bandiera di Guerra del 3° Reggimento Bersaglieri di Teulada, appena giunta nel “Paese dei cedri”, ha avuto luogo nella base di Al Mansouri la cerimonia di avvicendamento tra il colonnello Giuseppe Cacciaguerra e il colonnello Carlo Di Pinto al comando di Italbatt, l’unità di manovra del contingente italiano di Unifil.
Il generale Andrea Di Stasio, comandante del settore Ovest di Unifil, ha suggellato l’evento con il passaggio simbolico della Bandiera delle Nazioni Unite tra il comandante cedente e il comandante subentrante. Durante la cerimonia è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della tragica esplosione avvenuta ieri nel porto di Beirut in cui hanno perso la vita centinaia di persone e altre migliaia, tra le quali un militare del contingente italiano, sono rimaste ferite.
Il mandato del 3° Reggimento Bersaglieri ha inizio in un periodo caratterizzato dal difficile contesto socio-politico ed economico del Libano, aggravatosi ulteriormente per via della pandemia da Covid-19 che proprio in questi giorni ha spinto il governo libanese a dichiarare un nuovo confinamento. Nonostante l’emergenza sanitaria, adottando i previsti dispositivi di protezione individuali, Italbatt continuerà a svolgere le attività operative, comprese quelle in cooperazione con le Forze armate libanesi, adattatandole alla situazione, assicurando giorno dopo giorno il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità e garantendo il rispetto del cessate il fuoco nell'area mediante posti di controllo e di osservazione, ma anche attraverso pattugliamenti nell’area costiera a Sud della città di Tiro e lungo la "blue line", la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele. Proseguirà il supporto alla popolazione locale attraverso progetti di cooperazione civile-militare nel campo dell’assistenza sanitaria in tutte le ventiquattro municipalità presenti nell’area di responsabilità e la promozione di attività educative nelle scuole, anche attraverso l’ausilio dei moderni mezzi di comunicazione.
Da oggi, nei ranghi di Italbatt, oltre ai bersaglieri del comando del 3° Reggimento e del XVIII battaglione “Poggio Scanno”, opereranno i militari del Gruppo Squadroni “Cavalleggeri Guide” (19°) di Salerno, del Battaglione logistico del Reggimento logistico “Garibaldi” di Persano e assetti specialistici del 5° Reggimento Genio Guastatori di Macomer.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

ESPLOSIONE BEIRUT: ITALIA INVIA SPECIALISTI E AIUTI UMANITARI IN LIBANO

ROMA, 5 AGOSTO 2020 - In seguito alle esplosioni che hanno devastato ieri la città di Beirut e alla conseguente mobilitazione della comunità internazionale per inviare al più presto aiuti umanitari, il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha immediatamente messo a disposizione della Protezione Civile, per il tramite del Comando Operativo di Vertice Interforze dello Stato Maggiore Difesa, due velivoli C-130J dell’Aeronautica Militare.
I velivoli, appartenenti alla 46ª Brigata Aerea di Pisa, decolleranno nelle prossime ore, come da ordine del Comando delle Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico, con a bordo un team composto da Vigili del Fuoco e personale dell’Esercito Italiano specializzato ad operare in contesti caratterizzati da minaccia CBRN (Chimica, Batteriologica, Radiologica e Nucleare). Una seconda missione è prevista per domani, dedicata al trasporto di materiale umanitario e medico.
Il 7° Reggimento Difesa CBRN “Cremona” è il reparto dell’Esercito deputato ad assolvere compiti in materia di difesa specialistica CBRN. Sul territorio nazionale, così come in tutti i teatri operativi in cui sono impiegate le Forze Armate italiane, assetti specialistici del 7° garantiscono le attività peculiari di rivelazione, identificazione, campionamento e decontaminazione.
Il C-130J, in dotazione alla 46ª Brigata Aerea di Pisa, è un velivolo da trasporto di personale, materiali e mezzi, spesso utilizzato anche in attività di supporto a favore della collettività, come nel caso di trasporti sanitari d'urgenza, di pazienti in imminente pericolo di vita, che richiedono l'imbarco di una ambulanza o in bio-contenimento. Questi velivoli sono stati utilizzati recentemente anche per il trasporto di materiale sanitario in tutto il Paese, nonché per il trasporto di aiuti umanitari in Paesi colpiti da calamità, come ad esempio nel caso dell’Ucraina, a seguito dell’alluvione di giugno, per citare solo il caso più recente.
FONTE: SMD - Dipartimento Pubblica Informazione e Comunicazione

ESPLOSIONE IN PORTO BEIRUT: LEGGERMENTE FERITO MILITARE ITALIANO

BEIRUT, 4 AGOSTO 2020 - Una forte esplosione avvenuta all’interno del porto di Beirut ha coinvolto un team della missione Unifil. Un militare italiano del contingente ha riportato lievi ferite. È stato lo stesso militare a informare direttamente i familiari sul suo stato di salute.
Sul posto, in stretto coordinamento con le forze di sicurezza libanesi, sono intervenuti i soccorsi del Sector West di Unifil che stanno provvedendo all'evacuazione del personale.
Sono in corso gli accertamenti da parte di Unifil e delle forze di sicurezza libanesi per accertare la dinamica dell'accaduto. Nella foto: il momento dell’esplosione pubblicato sul profilo Instagram di Beirut page.
FONTE: SMD - Dipartimento Pubblica Informazione e Comunicazione

CONTINGENTE ITALIANO DONA ECOGRAFO E FARMACI PEDIATRICI A CROCE ROSSA TIRO

SHAMA, 29 LUGLIO 2020 - Un ecografo portatile è stato donato alla Croce Rossa di Tiro dai militari del contingente italiano che operano nell'ambito della missione Unifil, la forza di interposizione della Nazioni Unite nel Libano del Sud. L'apparecchio consentirà ai medici impegnati in prima linea nella lotta al Coronavirus di effettuare accertamenti diagnostici direttamente a domicilio sul paziente, evitando possibili contagi da trasporto in ospedale.
L'ecografo è utile anche per effettuare l'ecoFAST (acronimo per Focused Assessment with Sonography for Trauma), metodica utilizzata nella medicina d'urgenza, che consiste in uno screening eseguito sul paziente allettato attraverso l'utilizzo di ultrasuoni per la ricerca di sangue che si raccoglie intorno al cuore (tamponamento cardiaco) o agli organi addominali (emoperitoneo) dopo un trauma fisico.
La consegna dell'ecografo, a cui si aggiunge anche un’importante donazione di farmaci pediatrici, è stata effettuata dal Reggimento "Lancieri di Montebello" (8°) alla presenza della presidente della Croce Rossa di Tiro Mouzaiyan Siklawy Ajami che ha espresso sentimenti di riconoscenza nei confronti dei "caschi blu" italiani per il gesto di alto valore sociale nei confronti delle comunità locale.
L'assistenza alla popolazione libanese, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle forze armate locali, è uno dei principali compiti assegnati al contingente italiano di Unifil nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

BRIGATA SASSARI SUBENTRA A GRANATIERI DI SARDEGNA AL COMANDO DEL SECTOR WEST
 

SHAMA, 26 LUGLIO 2020 - Passaggio di consegne tra la Brigata GRANATIERI DI SARDEGNA, comandata dal generale Diego Filippo Fulco, e la Brigata SASSARI, comandata dal generale Andrea Di Stasio, nell’ambito della missione Unifil, la forza di interposizione delle Nazioni Unite nel Sud del Libano. A sovrintendere alla cerimonia nella base di Shama è stato il generale Stefano Del Col, capo missione e comandante delle forze di Unifil nel Libano meridionale. Presente anche l’ambasciatrice d’Italia in Libano Nicoletta Bombardiere e numerose autorità religiose, civili e militari locali.
La Brigata SASSARI inizia la sua missione in un contesto politico, economico e sociale delicato che rischia di aggravarsi sempre di più a causa dell'emergenza sanitaria in corso. "Un grosso in bocca al lupo alla Brigata SASSARI che già conosce l'area di operazioni", ha sottolineato durante il suo intervento il generale Del Col, quarto italiano a comandare Unifil, una delle missioni delle Nazioni Unite più importanti con i suoi oltre 10.000 uomini sul terreno. "È un periodo un po’ particolare, ma sono certo - ha detto ancora Del Col - che con la pazienza, la devozione la professionalità si riuscirà a superare anche questo difficile momento".
La Brigata SASSARI, alla sua seconda missione in Libano con i colori delle Nazioni Unite dopo il mandato semestrale del 2016, assume il comando del settore Ovest di Unifil in cui operano 3.800 “caschi blu” di 16 nazioni. Del contingente multinazionale fanno parte 1.000 militari italiani, 450 dei quali appartenenti alla SASSARI. Il mandato di Unifil consiste nel garantire il rispetto della risoluzione 1701 dell'11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. La risoluzione prevede il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Israele e Libano, l’assistenza al governo libanese nell’esercizio della propria sovranità sul territorio e nel garantire la sicurezza dei propri confini, in particolare dei valichi di frontiera con lo Stato di Israele. La missione Unifil ha anche lo scopo di assistere la popolazione civile e sostenere le forze armate libanesi nelle operazioni di sicurezza e stabilizzazione dell’area per prevenire un ritorno delle ostilità e creare le condizioni per una pace duratura.
La Brigata SASSARI, costituita con la mobilitazione del 1915, è la Grande Unità dell'Esercito italiano che ha conquistato il più alto numero di decorazioni ai reggimenti e individuali nella Grande Guerra. E nei ranghi della SASSARI è inserito il Glorioso TERZO Bersaglieri, il reggimento più decorato delle Forze Armate italiane: la sua Bandiera di Guerra è insignita di due Ordini Militari d'Italia, tre Medaglie d’Oro, tre d’Argento e tre di Bronzo al Valor Militare, una Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito e una Medaglia di Bronzo al Valore Civile.
Il dispiegamento della Brigata SASSARI nel "Paese dei cedri" era iniziato il 30 giugno scorso con partenze scaglionate dall'aeroporto di Cagliari-Elmas a bordo di velivoli dell'Aeronautica Militare e si completerà entro la prima decade di agosto. vedi foto cerimonia
Ltc. Marco MELE
Joint Task Force - Lebanon Sector West
Public Information Office - Chief

LA BRIGATA SASSARI AL COMANDO DEL SECTOR WEST

SHAMA, 25 LUGLIO 2020 - Il passaggio della Bandiera delle Nazioni Unite dalle mani del Generale Diego Filippo Fulco, comandante della Brigata GRANATIERI DI SARDEGNA, a quelle del 44° comandante della Brigata SASSARI, Generale Andrea Di Stasio, ha sancito il trasferimento della responsabilità del settore ovest della Missione Unifil. La cerimonia di avvicendamento al comando del contingente italiano e del settore occidentale della missione delle Nazioni Unite, è stata presieduta dal Generale di Divisione Stefano Del Col, Force Commander e Head of Mission di Unifil, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Libano,Nicoletta Bombardiere, e delle autorità politiche e militari libanesi..
Quello della GRANATIERI DI SARDEGNA è stato il mandato continuativo più lungo per un contingente italiano in Unifil nella quarantennale storia della partecipazione italiana alla missione di pace: 254 giorni di intenso lavoro in una zona di operazione di 650 chilometri quadrati nella quale operano cinque battaglioni lavorando giorno e notte con i colleghi delle 16 nazioni che formano la Joint Task Force - Lebanon Sector West. La "Leonte XXVII" si è chiusa con oltre 60.000 attività svolte, di cui 29.000 notturne. In oltre otto mesi di lavoro, 12.500 pattuglie hanno presenziato e controllato la Blue Line, la linea di demarcazione tra Israele e Libano che percorre per 55 chilometri l’area di operazioni sotto guida italiana. Un impegno che non ha subito flessioni ed è stato riarticolato dopo il 21 febbraio, data del primo caso ufficiale di Covid-19 in Libano. I peacekeeper hanno adottato le misure precauzionali necessarie per salvaguardare se stessi e la popolazione locale dal contagio, continuando però ad assolvere al proprio compito senza che le attività operative subissero flessioni. E così i 3.800 soldati sotto la guida del Gen. Diego Filippo Fulco hanno proseguito il loro lavoro con una media giornaliera di 250 attività.
"E’ con e grazie a voi che gli ottimi risultati che sono davanti agli occhi di tutti sono stati costruiti giorno dopo giorno con dedizione, attenzione, sacrificio - ha affermato il Gen. Fulco nella sua allocuzione - il vostro lavoro la vostra preparazione la vostra capacità e la vostra abnegazione sono state un ingrediente indispensabile per ottenere il risultato raggiunto, aggiungere altri otto mesi di pace alla storia recente di questo paese. Avete operato come ci si aspetta da un 'basco Blu' delle Nazioni Unite". L’operato del Sector West, della Brigata GRANATIERI DI SARDEGNA e del suo comandante sono state riconosciuti all'unanimità e il Presidente del Libano Michel Aoun ha concesso al Gen. Fulco la medaglia d’argento al merito dell’Esercito libanese.
"Non posso che essere orgoglioso del lavoro che avete svolto con attenzione, dedizione e professionalità in condizioni di crescente difficoltà - ha sottolineato il Gen. Del Col, quarto italiano a comandare Unifil, una delle missioni ONU più grandi con i suoi oltre 10.000 uomini sul terreno - ai colleghi della SASSARI ed al loro comandante Generale Di Stasio non posso che augurare un altrettanto importante impegno sicuro che la loro esperienza anche nell’operare in Libano ne farà da subito degli ottimi peacekeeper".
La cerimonia, a causa delle restrizioni legate alla pandemia, si è svolta all'interno della base UNP 2-3 intitolata alla memoria della Medaglia d'Oro al Valor Militare Andrea Millevoi. ed è stata seguita da lontano dagli oltre 400 militari da poco arrivati che, seguendo i dettami sanitari internazionali, sono stati sottoposti ad un periodo di quarantena.
FONTE: DIFESA.IT

 

Il video sull'avvicendamento al comando girato dal Public Information Office della Joint Task Force - Lebanon- Sector West e pubblicato da militarynews fromitaly sul suo sito.

DIFESA: AUGURI CALVISI A BRIGATA SASSARI IN LIBANO‬

ROMA, 27 LUGLIO 2020 - "La Brigata SASSARI assume oggi il comando del settore Ovest di UNIFIL, in Libano, una delle aree più importanti per gli equilibri nel Medio Oriente. Sono certo che continuerà a svolgere quella importante funzione di peacekeeper nel processo di stabilizzazione di questo Paese, un ruolo che gli italiani svolgono in maniera eccellente da diversi anni e che ha consentito alle nostre Forze Armate di ottenere numerose attestazioni di stima dai nostri alleati, così come dai Governi e dalle popolazioni locali". Lo ha dichiarato il Sottosegretario alla Difesa, Giulio Calvisi.
"La presenza di UNIFIL è ancora oggi fondamentale e irrinunciabile per garantire la stabilità del Paese e per mantenere gli equilibri di un’area che presenta ancora oggi notevoli complessità. Alle donne e agli uomini della Brigata Sassari, guidati dal Generale Andrea Di Stasio - continua Calvisi- il delicato compito di sostenere le Forze Armate libanesi nelle operazioni di sicurezza e stabilizzazione dell’area e di aiutare il governo libanese a garantire la sicurezza dei confini. Auguri di buon lavoro".


IL CONTRIBUTO NAZIONALE ALLA MISSIONE UNIFIL

Attualmente la consistenza massima annuale autorizzata dall’Italia per il contingente nazionale impiegato nella missione è di 1.076 militari, 278 mezzi terrestri e 6 mezzi aerei. In ambito nazionale l'operazione è denominata "LEONTE".
Da 7 agosto 2018, l'Italia per la quarta volta ricopre l'incarico di Head of Mission e Force Commander di UNIFIL con il Generale di Divisione dell'Esercito Stefano Del Col, alle cui dipendenze operano circa 10.300 militari provenienti da 45 paesi. Il Generale di Brigata dell'Esercito Andrea Di Stasio, dal 27 luglio 2020 è al comando del Settore Ovest di UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) e della Joint Task Force italiana in Libano (JTF L-SW), principalmente composta da militari della Brigata SASSARI, alla seconda partecipazione alla missione UNIFIL nel “Paese dei cedri” dopo il mandato semestrale del 2016.

Nel dettaglio, nella Task Force sono presenti i seguenti assetti nazionali:

• il Comando del Settore Ovest (SW) di UNIFIL (HQ) stanziato nella base "MOVM Andrea Millevoi" in Shama;

• il Centro Amministrativo d'Intendenza (C.A.I.) di stanza nella base di Shama, il cui direttore, il Tenente Colonnello Massimiliano Multari, dirige e coordina le attività logistico – amministrative del complesso di unità organiche alle quali il Centro Amministrativo d'Intendenza è di supporto;

• un’unità di supporto alle attività operative (HQ Support Unit dislocata presso la base di Shama) al comando del Tenente Colonnello Andrea Cubeddu, che garantisce il supporto diretto al Settore Ovest attraverso assetti del 5° reggimento Genio Guastatori della Brigata SASSARI, le unità tecnico - specialistiche fornite dal battaglione "Leonessa" del 11° reggimento trasmissioni di Civitavecchia, nuclei cinofili del Centro Militare Veterinario di Grosseto e personale armeno;

• una task force di manovra (ITALBATT, dislocata presso la base di Al Mansouri e siti operativi avanzati), su base 3° Reggimento bersaglieri di Teulada al comando del Colonnello Carlo Di Pinto. ITALBATT contribuisce con i Battle Group delle altre nazioni al controllo della “Blue Line” e del territorio del Sud del Libano in assistenza alle forze armate libanesi. Alle dipendenze di ITALBATT opera un Gruppo supporto di aderenza (Combat Service Support Battallion – CSS BN) che garantisce il sostegno logistico al Settore Ovest attraverso le proprie componenti trasporti, rifornimenti, mantenimento, assetti sanitari e nuclei di disinfezione;

• un elemento di supporto nazionale (IT NSE dislocato presso la base di Shama), su base Reggimento logistico "Garibaldi" di Persano al comando del Colonnello Fabio Nagni, alle cui dipendenze opera la Joint Multimodal Operation Unit, assetti dell’11° reggimento trasmissioni “Leonessa” e specialisti del 7° Reggimento NBC di Civitavecchia;

• un'unità di riserva (Sector Mobile Reserve – SMR, dislocata presso la base di Shama), costituita da uno squadrone esplorante del Reggimento "Cavalleggeri Guide" (19°) di stanza a Salerno, al comando del Capitano Ivan Cipolletta, dotata di VTLM “Lince” e Blindo Armata “Centauro”.

Nell'ambito del Sector West, operano unità di Armenia, Bielorussia, Brunei Darussalam, Corea del Sud, Ghana, Irlanda, Kazakistan, Macedonia del Nord, Malesia, Malta, Polonia, Serbia, Slovenia, Tanzania e Ungheria.

Inoltre, fanno parte del contingente nazionale:

• una componente di Polizia Militare dell'Arma dei Carabinieri (dislocata presso la base di Shama);

• la componente dell'Aviazione dell'Esercito (Task Force "ITALAIR"), su base 2° Reggimento AVES "Sirio" di stanza a Lamezia Terme, agli ordini del Colonnello Antonio Giovanni Villani,  costituita da elicotteri AB-212, con compiti d'evacuazione sanitaria, ricognizione, ricerca, soccorso e collegamento. Ha base a Naqoura ed è posta alle dipendenze dal comandante di UNIFIL;

• il Military Community Outreach Unit (MCOU) che opera a Naqoura a leadership 28° reggimento comunicazioni operative "Pavia" di stanza a Pesaro.

Presso il Dipartimento per le Operazioni di Mantenimento della Pace (Department of Peacekeeping Operations - DPKO) dell'ONU a New York, su decisione del Segretario Generale delle Nazioni Unite, è stata istituita una Cellula di Direzione Strategica (Military Strategic Cell - MSC) della missione UNIFIL con il compito di fornire le linee guida e la direzione strategico militare al responsabile della componente militare di UNIFIL.

SHAMA, 25 LUGLIO 2020 - Tutto pronto a Shama per l'avvicendamento tra le Brigate GRANATIERI DI SARDEGNA e SASSARI al comando del Settore Ovest della missione Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud. Per la Brigata SASSARI si tratta della seconda missione nella "Terra dei Cedri" dopo quella del 2016.
I Sassarini saranno attivi sul fronte della sicurezza per garantire il rispetto del cessate il fuoco nell'area mediante posti di controllo e di osservazione, ma anche pattugliamenti congiunti con le forze armate libanesi lungo la "blue line", la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele. Il comando dell’operazione, denominata “Leonte XXVIII”, sarà affidato al generale Andrea Di Stasio, 44° comandante della Brigata SASSARI che per sei mesi guiderà un contingente di circa 3.800 caschi blu di 16 nazionalità (Italia compresa). Del contingente fanno parte 1.000 militari italiani, tra i quali 450 “sassarini”, che opereranno insieme ai peacekeeper di Armenia, Bielorussia, Brunei Darussalam, Corea del Sud, Ghana, Irlanda, Kazakistan, Macedonia del Nord, Malesia, Malta, Polonia, Serbia, Slovenia, Tanzania e Ungheria. Il contingente italiano sarà costituito da personale del Comando Brigata e del 3° Reggimento bersaglieri di Teulada, da assetti del 5° Reggimento Genio Guastatori di Macomer, dal Gruppo Squadroni del Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°) di Salerno e dal Battaglione logistico del Reggimento logistico “Garibaldi”.

IL 3° REGGIMENTO BERSAGLIERI IN LIBANO

AEROPORTO CAGLIARI-ELMAS, 19 LUGLIO 2020 - Con la partenza di circa 250 militari del 3° Reggimento bersaglieri di Teulada continua il dispiegamento della Brigata SASSARI in Libano nell’ambito della missione Unifil, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud. I bersaglieri della SASSARI costituiranno la pedina operativa del contingente italiano, denominata Italbatt, e opereranno sotto il comando della Brigata SASSARI, responsabile del settore Ovest di Unifil, dove saranno attivi sul fronte della sicurezza per garantire il rispetto del cessate il fuoco nell'area mediante posti di controllo e di osservazione, ma anche pattugliamenti congiunti con le forze armate libanesi lungo la "blue line", la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele.
Oltre ai bersaglieri del comando di Reggimento e del XVIII Battaglione “Poggio Scanno”, dell'unità (circa 700 uomini agli ordini del colonnello Carlo Di Pinto) faranno parte il Gruppo Squadroni del Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°) di Salerno, il Battaglione logistico del Reggimento logistico “Garibaldi” e assetti specialistici del 5° Reggimento Genio Guastatori di Macomer.
Il 3° Bersaglieri è partito con la Bandiera di Guerra del Reggimento che, con due Ordini Militari d'Italia, tre Medaglie d’Oro, tre d’Argento e tre di Bronzo al Valor Militare, una Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito e una Medaglia di Bronzo al Valore Civile, è la più decorata dell’Esercito Italiano.
Il dispiegamento della Brigata SASSARI nel "Paese dei cedri" è iniziato il 30 giugno scorso con partenze scaglionate dall'aeroporto di Cagliari-Elmas a bordo di velivoli dell'Aeronautica Militare e si completerà entro la prima decade di agosto.

 

DIFESA: CALVISI SALUTA BRIGATA SASSARI CHE PARTE IN LIBANO

AEROPORTO DI CAGLIARI-ELMAS, 10 LUGLIO 2020 - "Sono certo che assolverete nel migliore dei modi il vostro mandato e che adotterete tutte le misure previste per garantire il rispetto della risoluzione 1701 dell’11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU". Lo ha detto stamattina il Sottosegretario alla Difesa, Giulio Calvisi, salutando all’aeroporto di Cagliari-Elmas i militari della Brigata SASSARI in partenza per il Libano dove, nelle prossime settimane e per la seconda volta, guiderà la missione di pace dell’ONU nel settore ovest di UNIFIL.
A salutare la Brigata SASSARI erano presenti anche il presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Christian Solinas, il presidente del Consiglio Regionale, Michele Pais, il Prefetto di Cagliari, Bruno Corda e il Comandante Militare Esercito Sardegna, Generale di Divisione Francesco Olla
"L’aver affidato alla Brigata SASSARI il comando del contingente di circa 3.800 caschi blu di 16 nazionalità è il giusto riconoscimento della professionalità, della dedizione al lavoro e della straordinaria capacità di dialogo che i nostri militari hanno sempre dimostrato in tutti i territori in cui sono stati chiamati ad operare per garantire la pace e la sicurezza. Oggi il Libano - ha continuato Calvisi - è un’area di grande rilevanza strategica per la sicurezza del Mediterraneo e dell’Europa. È un Paese in cui i tentativi di infiltrazione jihadista e la profonda crisi economica rendono la situazione ancora più complessa. In tale contesto, la presenza di UNIFIL continuerà a rappresentare un elemento di stabilità, che dovrà essere perseguita con determinazione, impegno e dialogo. L’Italia continuerà ad assistere la popolazione civile e a sostenere le Forze armate libanesi nelle operazioni di sicurezza dell’area per prevenire un ritorno delle ostilità e creare le condizioni per una pace duratura. Continueremo a svolgere quella importante funzione di peacekeeper nel processo di stabilizzazione di questo Paese, un ruolo che adempiamo in maniera eccellente da diversi anni e che ha consentito alle nostre Forze armate di ottenere numerose attestazioni di stima dai nostri alleati, così come dai Governi e dalle popolazioni locali".
"Al Generale Di Stasio, prossimo Comandante del Settore Ovest di UNIFIL e della Joint Task Force italiana in Libano, e a tutto il personale dipendente, in particolare agli uomini e alle donne della Brigata SASSARI, che costituiscono l’asse portante della Task Force - ha concluso il sottosegretario Calvisi - va fin da oggi il più sentito ringraziamento di tutto il Paese per il contributo che daranno alla causa della pace, della sicurezza e della stabilità di questo Paese che attraversa ancora oggi una fase complessa".

LA NOSTRA DIRETTA SULLA PARTENZA DEL COMANDO BRIGATA SASSARI

 
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MISSIONE UNIFIL: BRIGATA SASSARI TORNA IN LIBANO

SASSARI, 4 LUGLIO 2020 - Nelle prossime settimane la Brigata SASSARI assumerà il comando del contingente italiano e del Sector West di Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon), la Forza multinazionale di interposizione delle Nazioni Unite, posizionata nel Libano del Sud, il cui mandato consiste nel garantire il rispetto della risoluzione 1701 dell’11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
La risoluzione prevede il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Israele e Libano, l’assistenza al governo libanese nell’esercizio della propria sovranità sul territorio e nel garantire la sicurezza dei propri confini, in particolare dei valichi di frontiera con lo Stato di Israele. La missione Unifil ha anche lo scopo di assistere la popolazione civile e sostenere le forze armate libanesi nelle operazioni di sicurezza e stabilizzazione dell’area per prevenire un ritorno delle ostilità e creare le condizioni per una pace duratura.
Il comando dell’operazione, denominata “Leonte”, sarà affidato al generale Andrea Di Stasio, comandante della Brigata SASSARI che per sei mesi guiderà un contingente di circa 3.800 caschi blu di 16 nazionalità (Italia compresa) che sarà schierato nella regione ovest del “Paese dei cedri”.
Del contingente fanno parte 1.000 militari italiani, tra i quali 450 “sassarini”, che opereranno insieme ai peacekeepers di Armenia, Bielorussia, Brunei Darussalam, Corea del Sud, Ghana, Irlanda, Kazakistan, Macedonia del Nord, Malesia, Malta, Polonia, Serbia, Slovenia, Tanzania e Ungheria. Il contingente italiano sarà costituito da personale del Comando Brigata e del 3° reggimento bersaglieri di Teulada, da assetti del 5° reggimento genio guastatori di Macomer e da altre unità specialistiche dell'Esercito.
Per la Brigata SASSARI si tratta della seconda missione in Libano dopo il mandato semestrale del 2016, dove i “dimonios” hanno maturato un bagaglio professionale di indiscusso valore, ma soprattutto un’approfondita conoscenza della cultura e delle tradizioni locali. A premessa dell’impiego all’estero, tutto il personale in partenza è stato sottoposto precauzionalmente a una serie di misure di sorveglianza sanitaria per prevenire possibili rischi di contagio da Coronavirus. I militari hanno osservato un periodo di isolamento e di osservazione di 14 giorni in idonee strutture alloggiative dell’isola dove sono stati sottoposti a tamponi e visite diagnostiche.
Il dispiegamento della Brigata SASSARI è iniziato nei giorni scorsi con la partenza di una prima aliquota di militari decollati dall’aeroporto di Cagliari-Elmas a bordo di un velivolo dell’Aeronautica Militare e si completerà entro la prima decade di agosto.
FONTE: COMANDO BRIGATA SASSARI – SEZIONE PUBBLICA INFORMAZIONE

UNIFIL: LE MISSIONI FINO A LEONTE XXVII
 

          

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